Il Tirreno

Lucca

Villa Fanini venduta a 4 milioni di euro

di Luigi Spinosi
Villa Fanini venduta a 4 milioni di euro

Alla terza asta, e a una cifra molto più bassa di qualunque stima, trova un acquirente lo storico edificio di Gragnano

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LUCCA. «Mi sento di aver subito un torto. Il patrimonio di una vita, quello che avrebbe dovuto essere il lascito per la mia famiglia, quello che non avevo voluto vendere nemmeno davanti a offerte altissime, dato via praticamente per nulla»: è un fiume in piena Ivano Fanini. La voce tradisce un misto di rabbia e dolore. La villa che aveva acquistato nel 1981, poi passata di proprietà al figlio Cristian, un autentico e unico monumento storico e architettonico sulle colline di Gragnano è stata appena venduta all’asta, dopo che gli altri incanti erano andati deserti. E già questo, il fatto di veder andar via «ciò per cui abbiamo lavorato per tutta una vita», rappresenta un colpo duro. Ma a gettare il sale sulla ferita è un numero, quello della cifra per cui è stata venduta: 4 milioni e 101mila euro. Un’inezia rispetto al valore reale di quel complesso.

La Villa, costruita dagli Arnolfini all’inizio del Seicento, arricchita dalle opere dei maestri Colonna e Pizzoli, era stata anche proprietà della famiglia Mansi. Il complesso architettonico si sviluppa su 1.400 metri quadrati, in tutto corredato da un parco di 16mila metri quadrati. E ieri, al terzo tentativo, tutto quel tesoro di arte, storia e anche natura, ha trovato un nuovo proprietario.

Tutto era partito da un mutuo di 2 milioni, acceso dai Fanini proprio per alcuni interventi di manutenzione conservativa sulla villa. Dopo aver pagato due rate la decisione di sospendere i pagamenti all’istituto di credito (ossia la Banca Etruria, che nel frattempo stava fallendo), perché da un lato c’erano si da pagare le rate del mutuo, ma c’erano anche titoli venduti (o forse sarebbe meglio dire rifilati) dalla stessa banca ai Fanini che ormai non valevano niente. Insomma, ci si aspettava un confronto per trovare un accordo, una soluzione. Invece all’improvviso la famiglia Fanini si è ritrovata con la Villa messa all’asta giudiziaria. «E per una somma ridicola – aggiunge Fanini – quando la feci stimare fu valutata 40 milioni di euro. Già mi sembrava molto bassa la nuova stima, da 25 milioni, fatta dal perito di Banca Etruria al momento di accendere il mutuo. Ma quella fatta dal perito del tribunale poi... In quel caso non si è tenuto in alcun conto il patrimonio artistico e storico della Villa. In pratica hanno valutato solo i muri e i terreni: 12,8 milioni di euro. Assurdo, solo gli affreschi valgono di più».

Figurarsi poi vederla andar via per una somma che equivale a un decimo della stima iniziale, quando in passato i Fanini avevano rifiutato offerte anche molto superiori: «Mi sono trovato a dire di no a chi mi offriva 50 milioni, perché quella era e avrebbe dovuto essere il nostro tesoro di famiglia. E adesso, tolte le somme del mutuo “debito”, ci resteranno un paio di milioni».

Ancora sconvolto per l’accaduto Fanini promette comunque battaglia: «Aspetto di sapere i dettagli, di capire chi è il compratore (al momento il nome dell’acquirente non è stato ancora reso noto ndr). Quando saprò meglio le cose farò tutte le opposizioni del mondo con i miei avvocati. Ero sicuro che non l’avrebbe comprata nessuno. Noi avevamo fatto tutto per mantenerla, avevamo gettato tutto il nostro sudore, tutti i nostri sacrifici qui dentro. L’unica speranza e che chi l’ha comprata le voglia tanto bene, tanto come le ho voluto bene io».

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