Sicurezza
Una lotta di trent’anni per la casa natale
Nominata erede nel 1973, ne entrò in possesso nel 2006
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LUCCA. Non è mai stato un rapporto facile quello tra Simonetta Puccini, morta nella giornata di sabato a 89 anni, e Lucca, città natale del nonno Giacomo. Se si vuole, si può anche pensare a un riflesso della dicotomia tra monti e mare, tre lo spirito libero del compositore e la città chiusa nelle (e dalle) sue Mura. Ma - in realtà - il motivo immediato del contendere è sempre stato molto materiale: il pluridecennale contenzioso sull’eredità del Maestro. Che ha riguardato gli immobili in cui il musicista ha vissuto, compresa la casa natale di Corte San Lorenzo. Di più: proprio la contrapposizione, a tratti feroce anche nelle parole oltre che nelle carte depositate in tribunale, ha provocato per anni la chiusura del museo. Una situazione più volte denunciata anche dalle colonne del Tirreno e risolta poi solo grazie a una “triangolazione” fra la stessa Simonetta, la Fondazione Puccini e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Vicenda antica, che parte nel 1946 alla morte di Antonio, figlio di Giacomo e padre di Simonetta. Nata, però, fuori dal matrimonio e non riconosciuta. Così Puccini junior nominò erede la moglie Rita Dell’Anna. La stessa che, negli anni Settanta, aveva donato la casa di corte San Lorenzo alla Fondazione Puccini di Lucca che, nel 1979, avrebbe poi aperto il museo. Ma negli anni Settanta era successo anche qualcos’altro. Nel 1973, infatti, Simonetta Puccini aveva avuto il riconoscimento del suo diritto all’eredità del padre naturale e, quindi, a una fetta dell’enorme patrimonio - fra immobili e diritti d’autore - dell’illustre nonno. Complice la riforma del diritto di famiglia, la parte di spettanza di Simonetta fu cifrata in un terzo del totale. I tempi della giustizia, però, non hanno la caratteristica dell’immediatezza. E così solo nel 1995 Simonetta riesce a entrare in possesso del patrimonio a lei spettante. Ma questo non la mette al riparo da nuove cause. In particolare, sulla casa natale del Maestro è la fondazione Puccini a tornare alla carica, sostenendo di essere la legittima proprietaria dell’appartamento per usucapione.
Questa tranche della soap opera giudiziaria ebbe un punto fermo nel 2006. Quando il giudice Francesco Terrusi diede ragione all’erede, mettendo fuori gioco la Fondazione. Fu allora che i lavori di recupero dell’immobile, cominciati l’anno precedente, si interruppero. Per anni la casa natale rimase chiusa, custode praticamente inaccessibile dei cimeli, dei tesori e dei ricordi custoditi fra le sue mura.
Una situazione intollerabile, come molte volte questo giornale ha scritto, per una città che nel mondo è conosciuta (anche) per questo suoi illustre figlio.
Gli anni successivi furono caratterizzati da un tira e molla estenuante fra Simonetta e la Fondazione. Tentativi arrivati a nulla, anche visto l’attrito che si era creato fra l’erede e l’allora direttrice Gabriella Biagi Ravenni. Nel 2007 la Fondazione restituì le chiavi, visti anche i tempi previsti per l’eventuale appello contro la sentenza del giudice Terrusi.
Così la casa Natale rimase chiusa anche nel corso delle celebrazioni del 150° anniversario della nascita del Maestro, nel 2008.
È sul finire del 2010 che la situazione si sblocca. Seguendo una traccia che già negli anni precedenti era emersa: il passaggio della casa alla Fondazione Cassa di Risparmio. La trattativa, però, si era incagliata sul destino dei beni contenuti all’interno. Fino, appunto, a quanto avvenuto sette anni fa. Quando le parti trovarono un accordo: la Fondazione - guidata al tempo da Giovanni Cattani - avrebbe comprato l’immobile per 750.000 euro, consentendo a Simonetta di portare a Torre del Lago alcuni cimeli di particolare significato, anche affettivo. A questo si aggiungevano, con atto separato, gli 800.000 euro che sempre la Fondazione avrebbe elargito proprio per il recupero della casa sul belvedere del lago.
Il resto è storia, relativamente recente. La casa natale è riaperta dal 13 settembre del 2011, dopo l’affidamento in comodato gratuito alla Fondazione Puccini. E, forse, col passare del tempo, anche gli attriti si erano smussati. Nel 2013 proprio Simonetta partecipò all’inaugurazione del nuovo bookshop. Perché, in fondo, era lei l’ultima a portare il cognome Puccini.(l.c.)
ALTRO SERVIZIO A PAG. 8.
Vicenda antica, che parte nel 1946 alla morte di Antonio, figlio di Giacomo e padre di Simonetta. Nata, però, fuori dal matrimonio e non riconosciuta. Così Puccini junior nominò erede la moglie Rita Dell’Anna. La stessa che, negli anni Settanta, aveva donato la casa di corte San Lorenzo alla Fondazione Puccini di Lucca che, nel 1979, avrebbe poi aperto il museo. Ma negli anni Settanta era successo anche qualcos’altro. Nel 1973, infatti, Simonetta Puccini aveva avuto il riconoscimento del suo diritto all’eredità del padre naturale e, quindi, a una fetta dell’enorme patrimonio - fra immobili e diritti d’autore - dell’illustre nonno. Complice la riforma del diritto di famiglia, la parte di spettanza di Simonetta fu cifrata in un terzo del totale. I tempi della giustizia, però, non hanno la caratteristica dell’immediatezza. E così solo nel 1995 Simonetta riesce a entrare in possesso del patrimonio a lei spettante. Ma questo non la mette al riparo da nuove cause. In particolare, sulla casa natale del Maestro è la fondazione Puccini a tornare alla carica, sostenendo di essere la legittima proprietaria dell’appartamento per usucapione.
Questa tranche della soap opera giudiziaria ebbe un punto fermo nel 2006. Quando il giudice Francesco Terrusi diede ragione all’erede, mettendo fuori gioco la Fondazione. Fu allora che i lavori di recupero dell’immobile, cominciati l’anno precedente, si interruppero. Per anni la casa natale rimase chiusa, custode praticamente inaccessibile dei cimeli, dei tesori e dei ricordi custoditi fra le sue mura.
Una situazione intollerabile, come molte volte questo giornale ha scritto, per una città che nel mondo è conosciuta (anche) per questo suoi illustre figlio.
Gli anni successivi furono caratterizzati da un tira e molla estenuante fra Simonetta e la Fondazione. Tentativi arrivati a nulla, anche visto l’attrito che si era creato fra l’erede e l’allora direttrice Gabriella Biagi Ravenni. Nel 2007 la Fondazione restituì le chiavi, visti anche i tempi previsti per l’eventuale appello contro la sentenza del giudice Terrusi.
Così la casa Natale rimase chiusa anche nel corso delle celebrazioni del 150° anniversario della nascita del Maestro, nel 2008.
È sul finire del 2010 che la situazione si sblocca. Seguendo una traccia che già negli anni precedenti era emersa: il passaggio della casa alla Fondazione Cassa di Risparmio. La trattativa, però, si era incagliata sul destino dei beni contenuti all’interno. Fino, appunto, a quanto avvenuto sette anni fa. Quando le parti trovarono un accordo: la Fondazione - guidata al tempo da Giovanni Cattani - avrebbe comprato l’immobile per 750.000 euro, consentendo a Simonetta di portare a Torre del Lago alcuni cimeli di particolare significato, anche affettivo. A questo si aggiungevano, con atto separato, gli 800.000 euro che sempre la Fondazione avrebbe elargito proprio per il recupero della casa sul belvedere del lago.
Il resto è storia, relativamente recente. La casa natale è riaperta dal 13 settembre del 2011, dopo l’affidamento in comodato gratuito alla Fondazione Puccini. E, forse, col passare del tempo, anche gli attriti si erano smussati. Nel 2013 proprio Simonetta partecipò all’inaugurazione del nuovo bookshop. Perché, in fondo, era lei l’ultima a portare il cognome Puccini.(l.c.)
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