Attenzione
Visitatori a picco Allarme a Bagni
di Emanuela Ambrogi
Gli albergatori: «In sei anni dimezzati presenze e fatturati» Nel mirino la scarsa promozione e la concorrenza sleale
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BAGNI DI LUCCA. È allarme rosso tra gli albergatori di Bagni di Lucca che, sulla base degli ultimi dati raccolti, parlano di presenze e fatturati dimezzati nel periodo 2011-2017. Le cause? Non sono certo soddisfatti di quanto è stato fatto per promuovere e pubblicizzare la Val di Lima, a partire dalla situazione delle terme, in quasi completo stato di abbandono.
Ma nel mirino degli albergatori, che già per questo motivo si erano rivolti al ministro Franceschini, c’è la concorrenza sleale dei tanti affitti al nero, che si aggiunge a un trend di sviluppo turistico che privilegia case-vacanza, bed and breakfast e agriturismi rispetto ai tradizionali alberghi e pensioni. «Se continua così - dice ad esempio Damiano Marino Merlo, proprietario di due alberghi a Bagni di Lucca - ci troveremo costretti a trasformare i nostri hotel in B. & B. o in appartamenti». I dati raccolti dagli albergatori parlano, per il periodo 2011-2017, di una riduzione nelle presenze in hotel e pensioni di Bagni di Lucca di 6.000 unità, da 19.145 a poco più di 13.000. E non molto meglio per le strutture extra alberghiere, che registrano anch’esse per lo stesso periodo un calo di circa 4.000 unità. È tra l’altro da rilevare che il dato non tiene conto delle strutture ricettive extra alberghiere non denunciate, calcolate dagli albergatori in oltre 850 posti letto abusivi, e della eventuale evasione delle attività regolari.
«La tendenza alla contrazione riduzione delle presenze negli alberghi – prosegue Merlo - purtroppo continuerà, dato il crescente numero di case vacanze, B. & B, turismo agricolo, agriturismo, non solo su per le colline, ma anche a fondo valle, a volte non denunciati, come abbiamo avuto occasione di segnalare, inascoltati. La domanda turistica è orientata alle piccole strutture, in prevalenza abusive, come rilevato dalla stampa di settore (Federalberghi) e dai quotidiani di tutta Italia. Non rimane che chiudere i nostri alberghi e convertirli in altre attività o per civili abitazioni». Merlo in passato aveva tentato di convincere il Comune ad accogliere la sua proposta (insieme a una cordata di imprenditori) di rilevare Villa Fiori di realizzare un centro sportivo a fianco dei campi da tennis. Il problema però sta nel fatto che un nuovo centro benessere a valle creerebbe una concorrenza difficilmente sostenibile per le (poche) strutture esistenti a monte, dove funzionano un impianto termale, piscine (ora chiuse) e altri servizi.
Ma nel mirino degli albergatori, che già per questo motivo si erano rivolti al ministro Franceschini, c’è la concorrenza sleale dei tanti affitti al nero, che si aggiunge a un trend di sviluppo turistico che privilegia case-vacanza, bed and breakfast e agriturismi rispetto ai tradizionali alberghi e pensioni. «Se continua così - dice ad esempio Damiano Marino Merlo, proprietario di due alberghi a Bagni di Lucca - ci troveremo costretti a trasformare i nostri hotel in B. & B. o in appartamenti». I dati raccolti dagli albergatori parlano, per il periodo 2011-2017, di una riduzione nelle presenze in hotel e pensioni di Bagni di Lucca di 6.000 unità, da 19.145 a poco più di 13.000. E non molto meglio per le strutture extra alberghiere, che registrano anch’esse per lo stesso periodo un calo di circa 4.000 unità. È tra l’altro da rilevare che il dato non tiene conto delle strutture ricettive extra alberghiere non denunciate, calcolate dagli albergatori in oltre 850 posti letto abusivi, e della eventuale evasione delle attività regolari.
«La tendenza alla contrazione riduzione delle presenze negli alberghi – prosegue Merlo - purtroppo continuerà, dato il crescente numero di case vacanze, B. & B, turismo agricolo, agriturismo, non solo su per le colline, ma anche a fondo valle, a volte non denunciati, come abbiamo avuto occasione di segnalare, inascoltati. La domanda turistica è orientata alle piccole strutture, in prevalenza abusive, come rilevato dalla stampa di settore (Federalberghi) e dai quotidiani di tutta Italia. Non rimane che chiudere i nostri alberghi e convertirli in altre attività o per civili abitazioni». Merlo in passato aveva tentato di convincere il Comune ad accogliere la sua proposta (insieme a una cordata di imprenditori) di rilevare Villa Fiori di realizzare un centro sportivo a fianco dei campi da tennis. Il problema però sta nel fatto che un nuovo centro benessere a valle creerebbe una concorrenza difficilmente sostenibile per le (poche) strutture esistenti a monte, dove funzionano un impianto termale, piscine (ora chiuse) e altri servizi.
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