Attenzione
Edilizia
Dal 2008 a oggi persi 1.900 posti di lavoro
LUCCAS. Circa 1.900 lavoratori in meno e 370 aziende sparite nel nulla. Sono i dati del settore edilizio, quello che maggiormente ha sofferto la crisi economica: paragonando i numeri del dicembre...
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LUCCAS. Circa 1.900 lavoratori in meno e 370 aziende sparite nel nulla. Sono i dati del settore edilizio, quello che maggiormente ha sofferto la crisi economica: paragonando i numeri del dicembre 2008 con quelli odierni si capisce la portata dello tsunami che si è abbattuto sull’industria del mattone. Perso il 33% delle aziende del settore e il 42% della forza lavoro, che ora rischia di finire nel mondo del sommerso. I dati recenti non sono particolarmente incoraggianti come ha illustrato il presidente di Ance Toscana nord Stefano Varia: «Il problema è che mancano finanziamenti per le opere pubbliche – ha spiegato l’imprenditore – Dal 2008 a oggi gli investimenti del pubblico sono calati del 40% a causa del debito pubblico e dei paletti del patto di stabilità. Dall’altro lato il privato non è incentivato a investire a causa delle pastoie burocratiche. Il nuovo codice dei contratti non ha migliorato la situazione, anzi ha creato tantissimi problemi». Nel mirino la procedura che, sotto una certa cifra, prevede la scelta delle ditte da invitare alla gara attraverso il sorteggio. «A distanza di un anno – spiega Varia – siamo a ripetere ancora lo stesso grido di allarme, un appello che siamo stati i primi a sollevare e che abbiamo portato tra le priorità di Ance a livello nazionale: non è possibile lavorare con il fattore c.... E nonostante l’azione incisiva e compatta delle associazioni di settore, né il governo con il decreto correttivo del Codice Appalti, né Anac con le attese linee guida hanno risolto qualcosa. L’imbarbarimento degli strumenti utilizzati nel nostro settore, dove non si parla più di merito e di professionalità, è ormai un dato di fatto. Noi abbiamo proposto un’alternativa chiara: invitare le imprese a presentare un’offerta tenendo conto della distanza chilometrica della sede operativa dal luogo dei lavori: si tutela l’occupazione locale (che dovrebbe essere la priorità anche per le pubblica amministrazione) e si garantiscono tempi certi e regolarità degli affidamenti, oltre che una rotazione automatica degli inviti». (g.p.)
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