Il Tirreno

Lucca

I profumi di Prospero arrivano su Rai Uno

di Rossella Lucchesi

Oggi la troupe di “Linea verde” nella bottega di via Santa Lucia

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LUCCA. È uno dei negozi più antichi di Lucca, forse l’unico in città gestito ininterrottamente dalla stessa famiglia, insieme alla gioielleria Carli. La bottega di Prospero, al civico 13 di via Santa Lucia, la conoscono proprio tutti. Cittadini e “forestieri” come si diceva un tempo. E tutti lo apprezzano perché è una garanzia di genuinità. Non c’è turista che si trovi a passare da Lucca e non faccia un salto in quella a bottega che, nonostante qualche sobrio rimaneggiamento, ha mantenuto pressoché intatte le caratteristiche originali. Tanti i personaggi famosi che vi sono entrati per curiosare e acquistare le prelibatezze esposte. Venivano spesso Marcello Mastroianni e Ugo Tognazzi, ma anche Renato Pozzetto, Diego Abatantuono e Gabriele Salvatores. E un caldo pomeriggio estivo è arrivato anche l’attore americano Harrison Ford in compagnia della moglie. Poi molti altri. I prodotti della bottega, ieri come oggi, sono tra i più richiesti da una clientela attenta ed esigente che sceglie la qualità e vuole consumare alimenti sani e tracciabili. Negli anni ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo che vi hanno girato documentari e realizzato straordinari servizi fotografici che hanno fatto il giro del Pianeta. Ultima in ordine di tempo la troupe di Rai 1 di Linea Verde che oggi allestirà nel negozio il set del programma televisivo che dovrebbe andare in onda entro qualche settimana. Su richiesta dello staff la direzione preparerà la zuppa alla frantoiana e i necci con la ricotta, spiegandone il procedimento.

Una storia che parte da lontano quella dell’Antica Bottega di Prospero. Esattamente dal 1790, anno in cui il giovanissimo Prospero Battistoni, zio della bisnonna degli attuali proprietari, aprì l’attività nei locali che, si presume, avevano sempre espletato funzioni commerciali sin dal Medioevo. Da subito la bottega fu molto frequentata dai cittadini, ma anche dagli abitanti e dai contadini delle campagne vicine che vi si recavano per vendere i prodotti della terra e per avere consigli su pozioni e ricette. Nei giorni di mercato vi sostavano gli agricoltori prima di recarsi in piazza San Michele per trattare i prezzi con acquirenti e venditori e Prospero sapeva sempre indirizzarli al meglio. A Prospero successe il nipote Vincenzo Marcucci, il quale poi passò il testimone al figlio Francesco, famoso per la dimestichezza nel fare i prezzi di sementi e granturco che, all’età di 48 anni sposò Elisa Battistoni. Dall’unione nel 1913 nacque Vincenzo che per ben 62 anni, fatta eccezione per il periodo della guerra che passò sotto le armi, gestirà la bottega insieme ai fratelli Danilo, Franca e Marina. Era un bambino Vincenzo, quando nel 1925 si mise dietro il banco e iniziò a lavorare. Allora si poteva cominciare anche all’età in cui oggi si pensa a giocare alla playstation e a navigare su internet. Vincenzo era già un ometto, serio e responsabile e sapeva che in quella bottega avrebbe lavorato per sempre. Oltre a farine, legumi e semi, vendeva anche mangimi per animali, pasta e zucchero sfusi. «Poi sono cambiate le esigenze commerciali e ci siamo adeguati al mercato, trattando sempre sementi, farine e legumi di prima qualità, ma aggiungendo olio e vini locali e prodotti di nicchia come biscotti, pasta artigianale e zuppe di legumi preparate direttamente da noi» spiega Gemma Marcucci, figlia di Vincenzo che dai primi anni Ottanta ha preso le redini della bottega diretta dal fratello Francesco, con l’aiuto della sorella Elisabetta e del fedele dipendente Roberto, arrivato qualche anno più tardi. Hanno studiato e vissuto esperienze lavorative e familiari diverse i fratelli Marcucci, ma hanno sempre respirato “aria di bottega” e non c’è stato giorno della loro infanzia e fanciullezza in cui non vi abbiano passato qualche ora, magari richiamati dai genitori mentre facevano qualche marachella. Il tempo è passato, ma la tradizione è sempre quella che, pur adeguandosi ai tempi nostri e alle moderne esigenze turistiche, ha mantenuto intatto il rapporto con la qualità e la genuinità dei prodotti semplici e gustosi della natura. Non si è mai interrotto il legame con i mugnai garfagnini che da generazioni forniscono la farina dolce preparata come si usava anticamente e con i produttori del tipico formenton ottofile macinato a pietra.

Nel 1990 si decise di ristrutturare e svecchiare l’ambiente, senza tuttavia snaturarlo. Ad accogliere la clientela ci sono ancora due banconi in legno, costruiti tra il XVII e XVIII secolo e due bilance di inizio Novecento. E poi stacci e oggetti oggi in disuso che fanno capolino dalle pareti e sui mobili. Il negozio si è allargato al retrobottega, un tempo adibito a magazzino, dove oggi si possono consumare anche gustosi spuntini. Il deposito di materiali e prodotti è stato trasferito al piano interrato, completamente risanato, che occupa l’intera superficie della bottega. Tipicamente lucchese la porta d’ingresso, detta “a T” una delle poche rimaste, la stessa di sempre che una volta aperta serviva anche da vetrina per la merce. «Fu mio padre nel 1930 a fare costruire gli attuali infissi in vetro mobili che ogni sera togliamo per riporre la mattina successiva» dice Gemma che aggiunge «una fatica, ma anche il piacere di compiere un gesto importante che ci riempie d’orgoglio e ci fa sperare che un domani l’eredità venga raccolta magari dai miei nipoti, figli di Elisabetta, visto che né io né Francesco abbiamo eredi. Sarebbe un peccato interrompere una consuetudine di famiglia e abbassare le saracinesche su un’attività che tanto ha dato a tutti noi e alla città».

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