Gioco
Dichiarato lo stato di emergenza dopo l’ondata di maltempo
Ruspe ancora in azione per rimuovere le frane e la provinciale 69 resterà chiusa almeno fino a domani Intanto il sindaco di Borgo Andreuccetti torna a sollecitare interventi contro il rischio straripamenti
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VALLE. Come annunciato è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale per le province di Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato e la Città Metropolitana di Firenze, a seguito all’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Toscana i fra il 9 e il 12 dicembre. Il provvedimento è stato formalizzato ieri con la firma del decreto da parte del presidente della Regione Enrico Rossi. La definizione nel dettaglio dei Comuni colpiti e delle iniziative da assumere, è stata rinviata a una delibera che verrà adottata dalla giunta regionale nella prossima seduta. Intanto soddisfazione, per il provvedimento, è stata espressa dal consigliere regionale, e presidente della commissione ambiente, Stefano Baccelli: «È importante e tempestiva la scelta della Regione di dichiarare lo stato di emergenza».
Resta, infatti, ancora molto lavoro da fare per rimediare ai danni. La situazione più critica resta quella lungo la provinciale 69 tra Castelnuovo e Careggine, bloccata da una frana all’altezza di Colle. La speranza è di riuscire ad aprirla, almeno al senso unico alternato, nella giornata di domani. Altri problemi si sono registrati sulla vecchia provinciale 20 in localita Selvapiana, dove è crollata una parte di parapetto, e la provinciale 56 Valfegana aperta a senso unico alternato per uno smottamento.
Intanto il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, affida ai social il suo commento sulla decisione di tenere chiuse le scuole martedì e la sua ennesima sollecitazione a intervenire sulle spallette del Serchio: «L’allerta rossa emanata tra la mezzanotte di domenica e la mezzanotte di lunedì è stata la prima di quel tipo degli ultimi anni, almeno da quando sono sindaco, e altro non poteva richiedere che la chiusura delle scuole e l’avvertimento dei cittadini. Più complessa invece è stata la gestione tra lunedì e martedì, con l’allerta rossa prolungata fino alle sei di martedì mattina solo per il fiume Serchio e tutti gli altri fattori in allerta arancione fino alle 13. Personalmente non ho mai avuto dubbi: fin dalle 14 di lunedì la mia idea era quella di chiudere le scuole anche il giorno successivo. Borgo a Mozzano è un comune che per buona parte insiste sul Serchio, se il fiume fosse straripato a due ore dall’inizio delle lezioni, o se l’allerta rossa si fosse prolungata anche solo di poche ore, come avrei fatto a mandare i ragazzi a scuola? Come è andata lo sapete. Non mi interessa aver avuto ragione, avrei preferito che il Serchio non straripasse affatto, quello che mi ha lasciato un po’ così è la diversità di opinioni tra enti e comuni. Come si può sottovalutare un’allerta rossa del più grande fiume del territorio? Per fortuna anche altri colleghi l’hanno pensata così e, almeno in Media Valle, siamo stati compatti sulla chiusura. Io sono assolutamente convinto di aver agito per il bene comune e sono anche contento che, tranne qualche disagio e un po’ di paura, tutto sia trascorso senza danni. C’è poi il tema del perché il Serchio sia straripato ancora una volta nella zona del Ponte del Diavolo. Sul punto sono molto arrabbiato. Intanto va detto che non succedeva da sei anni, e che quindi si tratta di una situazione eccezionale, che però va risolta. Da anni abbiamo fatto presente la cosa a tutti gli enti coinvolti, durante l’anno abbiamo a lungo sollecitato e infine ottenuto un tavolo, tenutosi in ottobre, in cui abbiamo condiviso con gli altri enti le problematiche della zona. Ancora di risposte concrete non se ne sono viste. Insisteremo, senza mollare, perché quella zona deve essere messa il più possibile in sicurezza».
Resta, infatti, ancora molto lavoro da fare per rimediare ai danni. La situazione più critica resta quella lungo la provinciale 69 tra Castelnuovo e Careggine, bloccata da una frana all’altezza di Colle. La speranza è di riuscire ad aprirla, almeno al senso unico alternato, nella giornata di domani. Altri problemi si sono registrati sulla vecchia provinciale 20 in localita Selvapiana, dove è crollata una parte di parapetto, e la provinciale 56 Valfegana aperta a senso unico alternato per uno smottamento.
Intanto il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, affida ai social il suo commento sulla decisione di tenere chiuse le scuole martedì e la sua ennesima sollecitazione a intervenire sulle spallette del Serchio: «L’allerta rossa emanata tra la mezzanotte di domenica e la mezzanotte di lunedì è stata la prima di quel tipo degli ultimi anni, almeno da quando sono sindaco, e altro non poteva richiedere che la chiusura delle scuole e l’avvertimento dei cittadini. Più complessa invece è stata la gestione tra lunedì e martedì, con l’allerta rossa prolungata fino alle sei di martedì mattina solo per il fiume Serchio e tutti gli altri fattori in allerta arancione fino alle 13. Personalmente non ho mai avuto dubbi: fin dalle 14 di lunedì la mia idea era quella di chiudere le scuole anche il giorno successivo. Borgo a Mozzano è un comune che per buona parte insiste sul Serchio, se il fiume fosse straripato a due ore dall’inizio delle lezioni, o se l’allerta rossa si fosse prolungata anche solo di poche ore, come avrei fatto a mandare i ragazzi a scuola? Come è andata lo sapete. Non mi interessa aver avuto ragione, avrei preferito che il Serchio non straripasse affatto, quello che mi ha lasciato un po’ così è la diversità di opinioni tra enti e comuni. Come si può sottovalutare un’allerta rossa del più grande fiume del territorio? Per fortuna anche altri colleghi l’hanno pensata così e, almeno in Media Valle, siamo stati compatti sulla chiusura. Io sono assolutamente convinto di aver agito per il bene comune e sono anche contento che, tranne qualche disagio e un po’ di paura, tutto sia trascorso senza danni. C’è poi il tema del perché il Serchio sia straripato ancora una volta nella zona del Ponte del Diavolo. Sul punto sono molto arrabbiato. Intanto va detto che non succedeva da sei anni, e che quindi si tratta di una situazione eccezionale, che però va risolta. Da anni abbiamo fatto presente la cosa a tutti gli enti coinvolti, durante l’anno abbiamo a lungo sollecitato e infine ottenuto un tavolo, tenutosi in ottobre, in cui abbiamo condiviso con gli altri enti le problematiche della zona. Ancora di risposte concrete non se ne sono viste. Insisteremo, senza mollare, perché quella zona deve essere messa il più possibile in sicurezza».
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