Sicurezza
Passata la tempesta, ora a far paura è la terra che si muove
Una frana ha bloccato il traffico sulla provinciale 69 Evacuate cinque famiglie a Vagli a scopo precauzionale
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LUCCA. Verrà dichiaratolo stato d’emergenza regionale. L’annuncio è arrivato ieri pomeriggio da Giovanni Massini, direttore del servizio difesa del suolo e protezione civile della Regione, durante l’ultima tappa – quella in Lunigiana – nei luoghi più colpiti dal maltempo degli ultimi giorni. Precedentemente Massini era stato anche in Garfagnana, mentre in mattinata aveva partecipato a un vertice a Palazzo Ducale col presidente della Provincia Luca Menesini, col prefetto Maria Laura Bartoletti, con il rappresentante del genio civile Enrico Bartoletti, e con i tecnici, per fare il punto della situazione, del lavoro fatto sino a quel momento e di quello che restava da fare.
Sì, perché se è vero che quest’ondata di pioggia intensa è passata e che il sistema fluviale ha sostanzialmente retto (con l’eccezione del caso, nell’articolo a fianco, dell’acqua riversata dal Serchio sulla statale del Brennero), è anche vero che adesso a preoccupare sono le frane. Insomma, al momento non fanno paura i fiumi ma la terra. Terra che in alcuni casi ha già ceduto e che in altri è sotto controllo speciale nel timore di nuovi cedimenti.
Massini e la dirigente della Provincia Francesca Lazzari hanno stilato un elenco dei problemi presenti sul territorio. In particolare, in tutta l’area colpita dal maltempo, erano (e sono) due le situazioni ritenute più critiche. Entrambe rappresentate, appunto da frane, quella nell’Alta Versilia che ha isolato il paese di Stazzema e circa 280 persone, e, da noi, la frana sulla strada provinciale 69, nel tratto tra Castelnuovo e Careggine. Qui, poco prima del paese di Colle, una grossa massa di terra e sassi si è staccata invadendo completamente la carreggiata. Non si può parlare, in questo caso, di paesi isolati, perché esiste una viabilità alternativa, solo che si tratta di 15 chilometri di strada in più, e non certo di 15 chilometri di comoda strada di pianura. In entrambi i casi sono partiti subito i lavori di somma urgenza, per cercare di aprire le strade in almeno un senso di marcia. Ma situazioni critiche anche se non così gravi, o potenzialmente pericolose, sono segnalate in diversi punti della Garfagnana, e non riguardano solo la viabilità.
A Vagli di Sotto, per esempio, cinque persone sono state evacuate dalle loro abitazioni e trasferite in albergo: una misura precauzionale dettata dalla presenza di una colata di fango dal torrente Grondaccia. Tornando alle strade e alle “misure prudenziali”, viene tenuta sotto controllo anche la provinciale 38 per Coreglia Antelminelli. In questo caso sulla strada si viaggia, ma c’è una criticità rappresentata da un muro di contenimento. Muro che fin qui ha svolto egregiamente la sua funzione, bloccando uno smottamento, ma c’è il timore che le pressioni subite possano portare a un suo cedimento, e in quel caso si rischierebbe l’isolamento del paese (e qui, oltre al monitoraggio, si sta valutando come intervenire). Situazione analoga sulla provinciale 20, la Lodovica, dove invece una frana c’è stata, provocando una temporanea interruzione del traffico. È successo a Bolognana, poco prima di Gallicano, dove c’è stata una caduta di massi e un piccolo cedimento del terreno: «Al momento sono state piazzate le transenne è c’è solo una lieve limitazione del traffico – ha spiegato Lazzari – ma la zona va tenuta sotto controllo, monitorando il movimento del terreno».
Passata quest’ondata di maltempo, e superata a conti fatti relativamente bene (il prefetto ha sottolineato il gran lavoro di coordinamento tra enti, un lavoro andato avanti ininterrottamente dal momento dell’allerta meteo, ed evidenziato come la macchina si sia mostrata ben rodata), il lavoro di controllo e di sistemazione del territorio è destinato ad andare avanti ancora per parecchio, visto che accanto alle grandi vie di comunicazione, c’è tutto un reticolo minore di strade che ha subito danni più o meno gravi (e le segnalazioni di smottamenti e interruzioni in questo caso è ancora più lungo). Così come serviranno giorni per risistemare le reti elettriche. Nel giro di poche ore molto è stato fatto (lunedì sera erano oltre 1.500 le utenze senza elettricità, ieri mattina erano nell’ordine di qualche decina), ma ricorrendo spesso a generatori. Per risistemare le reti di distribuzione occorrerà tempo. (l.s.)
ALTRO SERVIZIO A PAG. 11
Sì, perché se è vero che quest’ondata di pioggia intensa è passata e che il sistema fluviale ha sostanzialmente retto (con l’eccezione del caso, nell’articolo a fianco, dell’acqua riversata dal Serchio sulla statale del Brennero), è anche vero che adesso a preoccupare sono le frane. Insomma, al momento non fanno paura i fiumi ma la terra. Terra che in alcuni casi ha già ceduto e che in altri è sotto controllo speciale nel timore di nuovi cedimenti.
Massini e la dirigente della Provincia Francesca Lazzari hanno stilato un elenco dei problemi presenti sul territorio. In particolare, in tutta l’area colpita dal maltempo, erano (e sono) due le situazioni ritenute più critiche. Entrambe rappresentate, appunto da frane, quella nell’Alta Versilia che ha isolato il paese di Stazzema e circa 280 persone, e, da noi, la frana sulla strada provinciale 69, nel tratto tra Castelnuovo e Careggine. Qui, poco prima del paese di Colle, una grossa massa di terra e sassi si è staccata invadendo completamente la carreggiata. Non si può parlare, in questo caso, di paesi isolati, perché esiste una viabilità alternativa, solo che si tratta di 15 chilometri di strada in più, e non certo di 15 chilometri di comoda strada di pianura. In entrambi i casi sono partiti subito i lavori di somma urgenza, per cercare di aprire le strade in almeno un senso di marcia. Ma situazioni critiche anche se non così gravi, o potenzialmente pericolose, sono segnalate in diversi punti della Garfagnana, e non riguardano solo la viabilità.
A Vagli di Sotto, per esempio, cinque persone sono state evacuate dalle loro abitazioni e trasferite in albergo: una misura precauzionale dettata dalla presenza di una colata di fango dal torrente Grondaccia. Tornando alle strade e alle “misure prudenziali”, viene tenuta sotto controllo anche la provinciale 38 per Coreglia Antelminelli. In questo caso sulla strada si viaggia, ma c’è una criticità rappresentata da un muro di contenimento. Muro che fin qui ha svolto egregiamente la sua funzione, bloccando uno smottamento, ma c’è il timore che le pressioni subite possano portare a un suo cedimento, e in quel caso si rischierebbe l’isolamento del paese (e qui, oltre al monitoraggio, si sta valutando come intervenire). Situazione analoga sulla provinciale 20, la Lodovica, dove invece una frana c’è stata, provocando una temporanea interruzione del traffico. È successo a Bolognana, poco prima di Gallicano, dove c’è stata una caduta di massi e un piccolo cedimento del terreno: «Al momento sono state piazzate le transenne è c’è solo una lieve limitazione del traffico – ha spiegato Lazzari – ma la zona va tenuta sotto controllo, monitorando il movimento del terreno».
Passata quest’ondata di maltempo, e superata a conti fatti relativamente bene (il prefetto ha sottolineato il gran lavoro di coordinamento tra enti, un lavoro andato avanti ininterrottamente dal momento dell’allerta meteo, ed evidenziato come la macchina si sia mostrata ben rodata), il lavoro di controllo e di sistemazione del territorio è destinato ad andare avanti ancora per parecchio, visto che accanto alle grandi vie di comunicazione, c’è tutto un reticolo minore di strade che ha subito danni più o meno gravi (e le segnalazioni di smottamenti e interruzioni in questo caso è ancora più lungo). Così come serviranno giorni per risistemare le reti elettriche. Nel giro di poche ore molto è stato fatto (lunedì sera erano oltre 1.500 le utenze senza elettricità, ieri mattina erano nell’ordine di qualche decina), ma ricorrendo spesso a generatori. Per risistemare le reti di distribuzione occorrerà tempo. (l.s.)
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