Sicurezza
Migliaia di cartelle per la bonifica
di Luca Cinotti
Anche a Lucca ora si paga il contributo: scadenza il 20 dicembre
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LUCCA. Qualcuno, quando l’ha trovato nella cassetta della posta, ha pensato a uno scherzo. E invece no. Il contributo di bonifica va pagato, tutti. Anche le migliaia di famiglie abitanti in centro storico e nei quartieri della periferia che, almeno fino ad ora, era rimasti esenti dal balzello. A lungo, infatti, il capoluogo era rimasto esente dai bollettini del vecchio consorzio del Bientina. Con l’entrata a regime della riforma regionale (un percorso durato anni) questa esenzione si è persa: il nuovo Consorzio Toscana nord comprende tutto il territorio che va dalla Lunigiana alla Valle del Serchio, fino alla Piana e al Bientinese. Dunque, Lucca è compresa. E con i lavori che proprio il Consorzio ha effettuato (a partire da quelli sul condotto pubblico e sul fosso sugli spalti) arrivano le bollette.
Si tratta di cifre che, normalmente, stanno nell’ordine di qualche decina d’euro. Le bollette arrivata sono migliaia e riportano anche la data di scadenza. Per importi minori di 12 euro bisogna mettersi in regola in un’unica soluzione entro il 20 dicembre. Per cifre più alte si può sempre pagare in una volta sola entro il 20 dicembre o, in alternativa, si può dividere a metà la somma pagando entro il 20 la prima rata e facendo slittare la seconda al 10 gennaio del prossimo anno.
Il contributo di bonifica è una delle imposte più contestate. La sua ratio è fornire al consorzio i mezzi per le oppere di messa in sicurezza del reticolo idrico. Ma più volte, negli scorsi anni, c’è stato chi ha messo in dubbio la liceità dell’imposizione. Spesso, però, le commissioni tributarie hanno dato ragione al Consorzio. L’ultima volta la scorsa primavera, rigettando il ricorso di una società romana.
Nella bolletta arrivata ai contribuenti lucchesi è anche spiegato il peraltro assai complicato meccanismo di calcolo del tributo. In sostanza si parte dalla rendita catastale rivalutata dell’immobile, un po’ come avviene (o avveniva) per le imposte come Imu o Ici. Questa cifra va poi moltiplicata per l’indice tecnico di beneficio(un valore che aumenta a seconda dei benefici che gli immobili ricevono dai lavori del consorzio) e per l’indice di gestione specifico, indicatore di norma uguale a 1 che il Consorzio può variare per situazioni eccezionali o transitorie. Al valore così ottenuto si applica un’aliquota che varia a seconda dei territori: più alta in Valle del Serchio e Appennino Pistoiese poi, a decrescere, troviamo Piana Lucchese (capoluogo compreso), Versilia e Massa Carrara-Lunigiana. C’è, infine, un piccolo sconto per chi è allacciato alla fognatura nera.
Un esempio può chiarire. Prendiamo una casa della prima periferia con rendita (rivalutata) di 78.956,64. Per questa l’indice tecnico (indicato in bolletta) è di 0,3905: la moltiplicazione dei due valori dà 30.832,56. Questo valore si moltiplica per l’aliquota, che per Lucca è 0,000790319, ottenendo 24,36 euro: tolto lo “sconto fognatura” di 1,22 si trova la cifra da pagare, cioè 23,14 euro. In caso di immobili cointestati paga chi ha la percentuale maggiore; se la proprietà è divisa in parti uguali, il primo nome che appare nella partita catastale. Il tributo, infine, è interamente deducibile dal reddito ai fini del pagamento Irpef.
Si tratta di cifre che, normalmente, stanno nell’ordine di qualche decina d’euro. Le bollette arrivata sono migliaia e riportano anche la data di scadenza. Per importi minori di 12 euro bisogna mettersi in regola in un’unica soluzione entro il 20 dicembre. Per cifre più alte si può sempre pagare in una volta sola entro il 20 dicembre o, in alternativa, si può dividere a metà la somma pagando entro il 20 la prima rata e facendo slittare la seconda al 10 gennaio del prossimo anno.
Il contributo di bonifica è una delle imposte più contestate. La sua ratio è fornire al consorzio i mezzi per le oppere di messa in sicurezza del reticolo idrico. Ma più volte, negli scorsi anni, c’è stato chi ha messo in dubbio la liceità dell’imposizione. Spesso, però, le commissioni tributarie hanno dato ragione al Consorzio. L’ultima volta la scorsa primavera, rigettando il ricorso di una società romana.
Nella bolletta arrivata ai contribuenti lucchesi è anche spiegato il peraltro assai complicato meccanismo di calcolo del tributo. In sostanza si parte dalla rendita catastale rivalutata dell’immobile, un po’ come avviene (o avveniva) per le imposte come Imu o Ici. Questa cifra va poi moltiplicata per l’indice tecnico di beneficio(un valore che aumenta a seconda dei benefici che gli immobili ricevono dai lavori del consorzio) e per l’indice di gestione specifico, indicatore di norma uguale a 1 che il Consorzio può variare per situazioni eccezionali o transitorie. Al valore così ottenuto si applica un’aliquota che varia a seconda dei territori: più alta in Valle del Serchio e Appennino Pistoiese poi, a decrescere, troviamo Piana Lucchese (capoluogo compreso), Versilia e Massa Carrara-Lunigiana. C’è, infine, un piccolo sconto per chi è allacciato alla fognatura nera.
Un esempio può chiarire. Prendiamo una casa della prima periferia con rendita (rivalutata) di 78.956,64. Per questa l’indice tecnico (indicato in bolletta) è di 0,3905: la moltiplicazione dei due valori dà 30.832,56. Questo valore si moltiplica per l’aliquota, che per Lucca è 0,000790319, ottenendo 24,36 euro: tolto lo “sconto fognatura” di 1,22 si trova la cifra da pagare, cioè 23,14 euro. In caso di immobili cointestati paga chi ha la percentuale maggiore; se la proprietà è divisa in parti uguali, il primo nome che appare nella partita catastale. Il tributo, infine, è interamente deducibile dal reddito ai fini del pagamento Irpef.
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