Il Tirreno

Lucca

Il Serchio esonda alle 3,30 della notte

di Luca Meconi
Il Serchio esonda alle 3,30 della notte

L’acqua ha invaso il Brennero. Strada riaperta dopo qualche ora

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LUCCA. È esondato intorno alle 3.30 della notte tra lunedì 11 e martedì 12 dicembre il fiume Serchio all’altezza del Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano. Le precipitazioni copiose dei giorni precedenti, unite allo scioglimento della neve caduta domenica, ne hanno aumentato la portata provocando l’esondazione. Fortunatamente non si sono registrati danni, anche se l’acqua ha invaso la strada statale del Brennero determinandone la totale chiusura. Grazie al lavoro dei tecnici di Anas e della Protezione civile, arrivati con un'autobotte per togliere i detriti, in poche ore è stato ripulito il manto stradale che ha portato alla riapertura del Brennero in entrambi i sensi di marcia intorno a mezzogiorno di ieri. Il traffico, non particolarmente intenso anche per la chiusura delle scuole che i comuni della Media Valle avevano stabilito sia per la giornata di lunedì che di martedì, è stato deviato sulla strada provinciale Lodovica all’altezza del Ponte Pari dalle pattuglie dei vigili urbani e delle altre forze dell’ordine.

Non è la prima volta che il fiume esonda in questo punto. Se storicamente, nel Novecento, era un evento eccezionale, con l’arrivo del Terzo millennio sembra sia diventato un evento ciclico, che si ripete a distanza di pochi anni. Sarà anche questo dovuto ai cambiamenti climatici che sempre più negli ultimi anni stanno provocando numerose conseguenze? Quello che è certo è che durante il Novecento l’alluvione al Ponte del Diavolo è avvenuta negli anni ‘40 e nel 1982. Dal 2000 in poi, invece, sono state numerose le esondazioni in questo punto. Molto peggio rispetto a ieri era andata il 21 ottobre 2013, ultima alluvione in ordine di tempo. In quell’occasione l’acqua fece molti più danni. Furono allagati i piani terra delle abitazioni e delle attività commerciali. Il problema, come ricordano gli stessi abitanti, è sempre lo stesso: l’acqua del fiume invade il Brennero alcune decine di metri più avanti delle abitazioni, in una zona in cui a dividere la strada dal fiume c’è il guardrail. Poi scende a valle e trova un muro a delimitare la strada che fa l’effetto di una diga, impedendo all’acqua di rientrare nel fiume e quindi si allagano le abitazioni.

Ma fortunatamente l’acqua che ieri è arrivata sulla strada non è stata molta e le case sono state risparmiate. Un’altra alluvione ci fu meno di un anno prima, l’11 novembre 2012. Nei giorni immediatamente successivi fu convocata una riunione in Prefettura con i rappresentanti dei vari enti ma niente è mai stato fatto in concreto per impedire che in futuro si potesse verificare nuovamente una situazione di criticità. L’alluvione che ebbe maggiori conseguenze fu senza dubbio quella del 9 novembre 1982. In quel giorno la massima portata di acqua transitata dalla sbarramento di Borgo a Mozzano si registrò tra le ore 16 e 17.15 e fu di 2000 mc/sec. La cosiddetta “fiumara” cancellò circa 200 metri di Brennero in località Socciglia e danneggiò altri tratti di strada a sud di Anchiano, causando l’isolamento totale del paese che durò per due giorni, il tempo necessario per realizzare una strada alternativa. Un’altra alluvione è ricordata intorno agli anni ’40. Negli anni ’80, nel cercare di capire le cause che portarono all’alluvione, i geologi parlavano della diminuzione della permeabilità del territorio dovuta all’abbandono dei boschi e dei terreni coltivabili. Così come l’aumento delle superfici impermeabili (strade, piazze, edifici) e i sistemi di convogliamento (fognature) che avevano accresciuto la corrivazione superficiale.

Dal 2000 in poi, tutti gli amministratori comunali chiedono a gran voce di abbassare l’alveo del fiume che è cresciuto verso Chifenti, di alzare il muretto che delimita la strada e di sostituire il guardrail attualmente presente con un nuovo muro. Ma finora le richieste non sono mai state ascoltate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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