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Mafia, Lucca al top per immobili confiscati

Mafia, Lucca al top per immobili confiscati

La ricerca della Normale di Pisa: il nostro territorio colpito anche da prostitzione e gioco d’azzardo

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LUCCA. La provincia di Lucca è la prima, in Toscana, per unità immobiliari e industriali confiscate alla mafia. Lo segnala il primo “Rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana” curato dalla Scuola Normale di Pisa curata dalla professoressa Donatella Della Porta, con la collaborazione di Andrea Pirro, Salvatore Sberna e Alberto Vannucci.

Secondo i dati elaborati dagtli studiosi, Lucca ha anche un elevato numero di aziende sequestrate o confiscate alle magie: la nostra città raggiunge infatti il 25% del totale, superata soltanto dalla provincia di Prato con il 3(%.

Ma è sugli immobili a fine commerciale e industriale che ci piazziamo in cima alla classifica: il 33% di quelli confiscati sono nella nostra provincia. Come si spiega nella relazione la zona di Lucca (insieme a quelle di Arezzo, Livorno e Pistoia) sono quelle «dove vi è stata storicamente una maggiore presenza di attori criminali riconducibili alle cinque mafie storiche meridionali». Fra l’altro il dato di Lucca potrebbe anche salire, visto che il rapporto non tiene in considerazione i beni immobili che fanno riferimento all’imprenditore Pietro Raffaelli: un borgo con oltre cento immobile che non viene computato «per non dare interpretazioni fuorvianti ai dati».

Il nostro territorio non è risparmiato nemmeno per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione e del gioco d'azzardo: infatti Lucca, insieme alle province di Prato, Firenze e Pistoia, sarebbe, secondo la ricerca, campo d'azione di un gruppo di origine campana, il cosiddetto gruppo Terracciano di Pollena Trocchia, attivo nel settore della prostituzione e delle scommesse clandestine che portano anche ad altre attività illecite come l'estorsione e l'usura.

Nel periodo preso in considerazione dalla ricerca, Lucca è stata protagonista anche per quanto riguarda lo spaccio di droga: l'operazione Akuarius (e successive), nel giugno 2016 avrebbe individuato e disarticolato, tra le province di Firenze, Livorno, Pisa, Prato, Pistoia, Massa e Lucca appunto, una organizzazione criminale calabro-ionica, il gruppo Pesci, dedita al cosiddetto brokeraggio nel traffico di droga e permesso di sequestrare oltre 65 chilogrammi di sostanze stupefacenti.

Il nostro territorio ha visto anche il perpetuarsi di diverse truffe ad almeno 100 aziende tramite società di comodo con sede a Lucca e nei comuni limitrofi. Queste società avrebbero acquistato, tramite assegni postdatati, grandi quantitativi di merce (dagli infissi ai carburanti, fino alle gru per cantieri edili) per poi sparire senza lasciare traccia, lasciando il posto ad altre società di facciata che ripetevano lo stesso meccanismo. Contestati in questo caso l’associazione a delinquere, truffa, bancarotta, ricettazione e riciclaggio.

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