Il dolore
Assegni da rivalutare per 30.000 pensionati: ecco come scoprirlo
In molti casi scattano degli aumenti, ma pochi lo sanno. Ecco la procedura per chiedere all’Inps l’adeguamento
LUCCA. In provincia di Lucca ci sono circa 30mila pensionati che hanno diritto a un assegno mensile da parte dell’Inps più ricco di quello che percepiscono. Il problema è che in pochi lo sanno. Stiamo parlando della cosiddetta “rivalutazione” della pensione, che seconde le stime dei sindacati spetta a un a un ex lavoratore su quattro. A occuparsene sono principalmente i patronati: lo Spi Cgil, tanto per fare un esempio, nel corso del 2017 ha girato all’Inps le richieste di adeguamento di oltre 10.000 cittadini toscani, ottenendo una somma che sfiora il milione di euro. In pratica quasi 100 euro a testa, centesimo più, centesimo meno.
Come funziona. Le pensioni non sono cristallizzate e immutabili: sono calcolate sulla base di requisiti contributivi, reddituali e anagrafici che il soggetto certifica al momento in cui avanza per la prima volta la richiesta all’Istituto di previdenza. Ma al variare di questi requisiti dovrebbe cambiare anche l’importo dell’assegno. Con l’aumentare dell’età, ad esempio, scatta il diritto alla quattordicesima che spetta ai pensionati con più di 64 anni di età e il cui reddito non supera i 13mila euro. Altre volte, invece, capita che il pensionato facendo una verifica scopra di non aver mai percepito gli assegni familiari a cui aveva diritto o che non gli vengono pagati incrementi e bonus previsti (ma mai richiesti) all’istituto di previdenza. Soldi che possono essere recuperati anche in maniera retroattiva, fino a 5 anni precedenti: è la cosiddetta scadenza fiscale, il limite di tempo entro cui si possono richiedere tasse o importi arretrati. Un pensionato su quattro – e il rapporto aumenta se si prendono in esame solo coloro che hanno prestazioni basse – avrebbe diritto a un incremento del trattamento. Il condizionale è d’obbligo perché l’adeguamento non è automatico: l’Inps non è tenuta a verificare ogni anno (o addirittura ogni mese) eventuali variazioni nei requisiti del soggetto, per cui si muove solo dietro sollecitazione.
La procedura. Dunque spetta al pensionato fare la prima mossa. In provincia di Lucca sono 123.975 le pensioni erogate dall’Inps, con un importo medio di 813 euro. Pertanto si stima che oltre 30.000 cittadini abbiano diritto a un incremento del trattamento pensionistico. Ma scoprirlo non è così semplice. Il documento da prendere in esame l'Obis M, ovvero il certificato di pensione che l'Inps emette nei confronti dei propri "assistiti".
Dal 2013 non arriva più a casa in forma cartacea, ma è consultabile solo online accedendo a un'area riservata sul portale dell'istituto di previdenza.
Accedendo su www.inps.it, il pensionato entra dal menu "servizi online", seleziona "servizi per il cittadino", inserisce il codice fiscale e Pin e sceglie il "fascicolo previdenziale del cittadino" per ottenere il "certificato di pensione Obis M".
Una procedura non immediata per le persone che hanno poca dimestichezza col web e l’online. In questi casi conviene rivolgersi ai patronati: questi ultimi dopo aver verificato la possibilità di chiedere l’incremento, presentano una richiesta motivata all’Inps.
L’istituto di previdenza fa i controlli e se la richiesta risulta fondata, effettua l’accreditamento delle somme dovute sull’assegno del mese successivo (compresi gli arretrati) e adegua gli importi futuri.
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