Il Tirreno

Lucca

Stage in Regno Unito per 160 studenti

di Federica Scintu
Stage in Regno Unito per 160 studenti

Progetto di Fermi-Giorgi, Isi Garfagnana, Isi Barga e Galilei: i giovani rimarranno un mese all’estero

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LUCCA. Salire su un aereo direzione Regno Unito. Arrivare in Galles o in Scozia, o ancora in Inghilterra o in Irlanda, essere ospitato da una famiglia del posto ed effettuare uno stage in un’azienda del settore cartario o meccanico. Un’opportunità che nei prossimi due anni avranno ben 160 studenti iscritti al Fermi-Giorgi, all’Isi Garfagnana, all’Isi di Barga (sede di Borgo a Mozzano) e al Galilei di Viareggio, grazie a un finanziamento europeo complessivo di 360.000 euro, il più alto mai ottenuto in Lucchesia per esperienze formative di questo tipo.

Il progetto si chiama Erasmus plus, ha la durata complessiva di un mese ed è rivolto ai ragazzi che frequentano la classe quarta. «Grazie al lavoro fatto con i bandi europei – spiega il preside dell’istituto Fermi-Giorgi, Massimo Fontanelli – e grazie anche al partenariato con altre tre scuole siamo riusciti a ottenere davvero tanti posti, il numero più alto mai raggiunto in Lucchesia. Questi 160 stage all’estero saranno divisi in maniera proporzionale in base al numero di iscritti di ogni istituto mentre il finanziamento sarà utilizzato per organizzare Erasmus plus per due anni: saranno in tutto quattro flussi che si concentreranno nei mesi di giugno-luglio e settembre-ottobre».

Ottanta studenti all’anno dunque potranno confrontarsi con una realtà lavorativa diversa dalla nostra e, come assicura il preside Fontanelli, assolutamente all’avanguardia. Prima di entrare in azienda però, è previsto anche un approfondimento dello studio della lingua. «Appena arrivati nella destinazione prescelta – spiega Fontanelli – per la prima settimana i ragazzi seguiranno un corso di inglese. Poi, per le successive tre settimane, saranno invece impegnati nello stage in azienda per sei o otto ore al giorno, dipende dai casi. Con loro ci sarà un docente che parte da qui e un tutor del posto che, in caso di problemi segnalati dai ragazzi, si attiveranno per risolverli. I problemi possono riguardare sia la famiglia ospitante che l’azienda in cui svolgono lo stage professionalizzante ma comunque è importante precisare che i ragazzi non sono soli».

Va precisato che gli studenti non percepiranno alcun compenso per le attività che svolgeranno all’interno delle aziende. «Le spese del viaggio e quelle legate alla permanenza all’estero, come ad esempio il vitto e gli spostamenti con i mezzi pubblici da casa al lavoro – spiega Fontanelli – sono tutte coperte dalla scuola grazie appunto al finanziamento che abbiamo ottenuto. Quindi non ci sono costi aggiuntivi per le famiglie. Però, come tutti gli stage anche qui in Italia, non è previsto alcun pagamento da parte dell’azienda».

Ma quale è stata la reazione dei ragazzi e dei genitori di fronte a questa opportunità? Stando a quanto riferisce il preside, sono rimasti tutti favorevolmente colpiti. «Non penso che avremo problemi – aggiunge Fontanelli – a raggiungere la quota degli 80 posti disponibili perché gli studenti sono davvero entusiasti di questa possibilità. Anche le famiglie hanno reagito in maniera positiva e comunque se, dopo aver soddisfatto tutte le richieste dei ragazzi di quarta rimarranno degli altri posti, coinvolgeremo anche gli studenti delle terze». Un’esperienza dunque che piace e che dà alla formazione dei ragazzi un valore aggiunto. Non è la prima volta che il preside Fontanelli si muove per far sì che gli studenti possano avere l’opportunità di trascorrere un periodo all’estero. «Già sei anni fa infatti – spiega - riuscimmo a ottenere un finanziamento che permise a 42 ragazzi iscritti ai geometri e alla ragioneria di trascorrere un periodo a Londra. E lì vennero coinvolti nei progetti di ristrutturazione degli stadi, un’esperienza formativa di altissimo livello». Esperienza formativa che quest’anno e l’anno prossimo potrà dunque ripetersi. «Quando tornano dopo aver trascorso un periodo all’estero – conclude Fontanelli – notiamo sempre un cambiamento nella mentalità degli studenti. Fosse per loro ripartirebbero al volo. Magari all’inizio c’è un po’ di titubanza ma poi quando sono lì non vorrebbero più andar via».

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