Il Tirreno

Lucca

LOTTA AL CRIMINE 

Coppia finisce in manette dopo un furto in una casa

Coppia finisce in manette dopo un furto in una casa

LUCCA. Si introducono nel tardo pomeriggio di giovedì in un’abitazione sulla via Sarzanese a Santa Maria a Colle non sapendo che l’auto su cui viaggiano, una Fiat Grande Punto, è segnalata alle forze...

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LUCCA. Si introducono nel tardo pomeriggio di giovedì in un’abitazione sulla via Sarzanese a Santa Maria a Colle non sapendo che l’auto su cui viaggiano, una Fiat Grande Punto, è segnalata alle forze dell’ordine perché in uso ad alcuni nomadi di origini sinti dediti ai furti e che sono seguiti a distanza già dalla zona di Maggiano. Così mentre Rejhan Asanova, 38 anni, residente in via Fregionaia a Maggiano, origini macedoni e coniugata con Glaudi Monali vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, s’introduce nella casa al civico 3155 non prima di aver sferrato calci alla porta d’ingresso e armeggiato con la luce fotoelettrica posta sopra l’infisso in modo da spegnerla, il suo complice Mario Rossetti Busa, 59 anni, residente in via Turati a S. Anna, si allontana velocemente sulla Sarzanese in direzione Lucca-Viareggio per poi recuperare, un quarto d’ora dopo, la complice uscita in quel frangente dalla casa presa di mira. È il segnale gli agenti della Mobile di entrare in azione. Due ufficiali di polizia giudiziaria si dirigono verso l’abitazione depredata, altri due inseguono in macchina la Grande Punto che viene bloccata poco prima delle 19 a Nave. Rossetti Busa e Asanova vengono condotti in questura per gli accertamenti di rito e arrestati con l’accusa di tentato furto aggravato in considerazione della violenza sulle cose e della recidiva reiterata per entrambi. Nell’abitacolo della vettura gli agenti trovano arnesi da scasso (una torcia, un paio di guanti, una punta da trapano) e refurtiva (un orecchino in metallo bianco, una catenina da donna con ciondolo e un orologio in metallo). I poliziotti entrati nell’abitazione sulla Sarzanese per effettuare il sopralluogo trovano la camera matrimoniale forzata e messa a soqquadro con le ante e i cassetti dell’armadio aperti. Sul letto una grande quantità di scatole portagioie e monili di bigiotteria sparpagliati ovunque. Segno che il malvivente era interessato soltanto ad oggetti in oro. Il padrone di casa, fuori per lavoro, è stato avvertito dagli agenti. Tre anni prima aveva subito un furto dalle analoghe modalità, ma stavolta i malviventi non avrebbero portato via nulla causando danni agli infissi interni ed esterne e alla cellula fotoelettrica attraverso il taglio dei fili della corrente elettrica che alimentano la luce della porta d’ingresso. Ieri mattina davanti al giudice si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto. Il magistrato di turno, Salvatore Giannino, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice ha optato per i domiciliari con il processo fissato per il 15 gennaio. La donna è madre di un minore di sei anni, mentre l’uomo è affetto da una grave patologia incompatibile con il regime carcerario.

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