Sicurezza
Il provveditorato: «Sui vaccini resta la linea morbida»
Per tutte le scuole (a parte i nidi) il termine per consegnare la documentazione non cambia: c’è tempo fino al 10 marzo
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LUCCA. Mantiene la linea morbida la provveditora, Donatella Buonriposi. Anche dopo la consegna della lettera del Comune alle quattrocento famiglie dei bambini che frequentano i nidi lucchesi, lettera nella quale di fatto si chiede che entro dieci giorni venga presentata la documentazione che attesti l’elenco dei vaccini effettuati, dall’ufficio scolastico territoriale le disposizioni non cambiano: il termine ultimo per chi ha presentato l’autocertificazione all’inizio dell’anno e frequenta le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado resta quello del 10 marzo 2018. E di fatto tale scadenza vale anche per chi non ha presentato nulla, seguendo le indicazioni del provveditorato. «La nostra è una linea di buonsenso - dichiara Buonriposi - e comunque io non ho il potere di cambiare nulla. Sappiamo che l’Asl ha delle difficoltà a soddisfare le richieste di certificazione quindi è stato necessario fornire loro del tempo in più». Evidentemente non è dello stesso avviso il Comune, dal quale invece arriva un messaggio che va nella direzione opposta. Una sterzata se si considera quanto deciso lo scorso agosto con la delibera 61 (sottoscritta all’unanimità) con la quale l’amministrazione aveva stabilito di «attivarsi per ogni iniziativa che riducesse eventuali disagi per i bambini e le bambine momentaneamente non vaccinati». Un cambio di linea che, come è riportato anche nella lettera consegnata alle famiglie, fa seguito alle ultime pronunce arrivate dal Consiglio di Stato, dalla Corte Costituzionale e dal garante della privacy, tutte a favore della legge che introduce l’obbligo di vaccinazione. «Non conosco i motivi che hanno spinto il Comune a chiedere di presentare la documentazione entro dieci giorni - dichiara - noi, in accordo con l’Asl, ci siamo presi il tempo che potevamo. È chiaro che l’anno prossimo non potrà essere così. Per il momento il 10 marzo è un limite accettabile anche dal punto di vista legale». La provveditora infatti sostiene che la «linea morbida» non sia legalmente scorretta in quanto si inserisce nella cosiddetta “fase transitoria”. «Quando viene emanata una nuova legge - spiega - non è detto che ci siano subito le condizioni per la sua messa a sistema. Ci sta che si parta un po’ a rilento ma l’importante è lavorare per creare tutti i presupposti necessari al rispetto della legge stessa». Stando poi a quanto dichiara ancora Buonriposi, «anche i dirigenti, chi più chi meno, continuano a condividere questa linea di buonsenso». «Anche quindici giorni fa - conclude - l’Asl ha chiesto ai dirigenti di scongiurare la “corsa al certificato” perché le richieste sono troppe. La decisione di fornire più tempo è necessaria anche perché escludere i bambini da scuola creerebbe solo disagi alle famiglie».
(f.s.)
(f.s.)
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