Il Tirreno

Lucca

Cinque ragazzi e due asinelle per un pellegrinaggio di pace

di Andrea Giorgi
Cinque ragazzi e due asinelle per un pellegrinaggio di pace

In transito da Lucca i partecipanti alla “Marcha por la paz”, partiti da Santiago De Compostela «Ma non è un’iniziativa religiosa. Chiunque può condividere il nostro percorso, anche per poche ore»

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LUCCA. Cinque ragazzi, due asinelle, e un messaggio di pace universale. È uno spettacolo ben strano quello che in questi giorni avrà fatto strabuzzare gli occhi a molti automobilisti della piana che, nello svolgimento delle loro attività quotidiane, si sono trovati a condividere la strada con un gruppo di pellegrini del tutto particolare. Loro sono i ragazzi della Marcha Por La Paz e, rispetto ai normali viaggiatori che siamo abituati a veder percorrere la via Francigena, condividono il loro percorso con Maitane e Salam, due simpatiche asinelle che, inaspettatamente, si sono ritrovate a far parte di un cammino veramente lungo.

Il viaggio per questi ragazzi infatti è iniziato il 15 marzo da Santiago de Compostela e, dopo un breve tratto marittimo tra brindisi e l’Albania, dovrebbe concludersi verso la fine del 2018 a Gerusalemme, passando dalla Grecia e dalla Turchia e scendendo in seguito lungo la costa orientale del mediterraneo. Un percorso che, nonostante si sviluppi su tragitti tipici dei pellegrinaggi cristiani medievali, non ha alcuna connotazione strettamente religiosa: «Il nostro messaggio – spiega David Mantovani, unico italiano del gruppo – è scollegato da qualunque ideologia o religione. Il nostro scopo, anzi, è abbattere le barriere e le differenze che dividono il genere umano a favore di una cultura della tolleranza e dell’inclusione. Neri o bianchi, religiosi o atei, di destra e di sinistra: chiunque può condividere con noi il nostro percorso, anche solo per qualche giorno o qualche ora. Si tratta di un esercizio di convivenza a stretto contatto con persone che possono essere anche radicalmente diverse da noi, indispensabile in un mondo sempre più diviso e sempre più lontano dall’ideale di pace che riteniamo così importante».

I partecipanti, infatti, vengono da tutto il mondo e sono in continuo mutamento: in 13 sono partiti da Santiago De compostela e, mentre alcuni hanno dovuto abbandonare il cammino per attendere alle esigenze della vita, altri si sono uniti a percorso già iniziato, così come le due asinelle che sono entrate a far parte della ciurma a Pamplona: «Inizialmente utilizzavamo una automobile per il trasporto dei materiali più ingombranti da una tappa a quella successiva – spiega David -. Arrivati a Pamplona abbiamo avuto la possibilità di barattare l’automobile con Maitane e Salam, e l’abbiamo colta al volo: oltre che più aderente all’ideale di semplicità dei pellegrinaggi tradizionali, l’abbandono dell’automobile è più coerente con la nostra idea di non alimentare l’economia capitalista e multinazionale, basata sul profitto a scapito delle persone».

Una scelta che i pellegrini non rimpiangono, nonostante a volte la presenza degli animali comporti dei problemi logistici, specialmente nelle aree urbane. Maitane in particolare, trovandosi nelle settimane finali di una gravidanza, necessita di cure costanti, rendendo indispensabile affidarsi all’ospitalità di stalle e maneggi lungo il percorso.

Una esigenza che, fortunatamente, non è mai rimasta disattesa, grazie alla grande disponibilità che i ragazzi hanno sempre trovato sulla loro strada, e che sul nostro territorio è stata assolta dal maneggio Samarcanda di Tassignano, il cui proprietario Daniele Picchi di buon grado si è offerto di dare riparo agli animali e agli uomini.

Piccoli gesti di generosità che, sicuramente, fanno ben sperare i giovani pellegrini nella loro aspirazione verso la pace e l’amicizia universale, e dai quali in fondo possiamo trarre anche un piccolo insegnamento aggiuntivo: che il percorso, cioé, è tanto importante quanto la destinazione. Se non addirittura di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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