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Quattro disegni di Pacciani in mostra al Caffè Criminale

Quattro disegni di Pacciani in mostra al Caffè Criminale

LUCCA. Cronisti della Rai e di Mediaset, avvocati, giuristi, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e tanti appassionati di serial killer si ritroveranno sabato alle 17 al Caffè Letterario-Lucc...

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LUCCA. Cronisti della Rai e di Mediaset, avvocati, giuristi, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e tanti appassionati di serial killer si ritroveranno sabato alle 17 al Caffè Letterario-Lucca Libri in viale Regina Margherita per parlare dei delitti de Il Mostro di Firenze. Si tratta di un altro appuntamento del Caffè Criminale ideato dalla Falco Investigazioni del direttore-detective Davide Cannella. Ma stavolta l’argomento è di stretta attualità dopo le ultime rivelazioni. Oltretutto rimarranno esposte da oggi sino a sabato quattro disegni di Pietro Pacciani, condannato per gli efferati omicidi delle coppiette e che a distanza di 40 anni dal primo duplice assassinio divide ancora l’opinione pubblica tra colpevolisti e innocentisti. O comunque tra coloro che non lo ritenevano unico responsabile di quei massacri e di quella mattanza sul corpo delle giovani vittime. Ospiti del Caffè Criminale l’avvocato penalista e docente universitario alla Sapienza, Eraldo Stefani, l’avvocato e scrittore di fama internazionale e che si occupò del Mostro di Firenze, Antonino Nino Filastò, il medico legale Gilberto Martinelli, la sociologa e criminologa Wilma Ciocci e la giurista criminologa Alessandra Severi. Ma altri esponenti delle forze di polizia e magistrati saranno presenti a quello che si preannuncia un interessante dibattito su quella storia che ancora oggi fa discutere e non è arrivata ad una sentenza capace di mettere tutti d’accordo.
La scelta di Lucca per parlare di quei massacri alle coppiette negli anni Ottanta non è casuale. Perché domenica 22 gennaio 1984 in una piovosa notte di luna piena in una pioppeta lungo il Serchio sei colpi di pistola calibro 22 si accaniscono contro una coppia di fidanzati comodamente sdraiati, completamente vestiti, sui sedili reclinati di una Fiat 132. Lui camionista disoccupato di 34 anni, lei operaia di 31 trovano la morte per mano misteriosa freddati da una Beretta a canna lunga come quella del maniaco delle coppiette. Ma in Italia in quel 1984 ci sono 14mila pistole calibro 22 regolarmente denunciate. Le indagini che inizialmente potevano indirizzarsi verso la pista del Mostro di Firenze cambiano direzione e il delitto resta irrisolto. (l.t.)

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