Il Tirreno

Lucca

Lupi in collina «Una cosa mai vista prima»

di Luigi Spinosi
Lupi in collina «Una cosa mai vista prima»

Il racconto dei titolari dell’azienda agricola dove sono state uccise quattro capre nane

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CAPANNORI. «Le tenevamo per bellezza, ce le hanno ammazzate tutte. A questo punto non ne prenderemo altre»: così i fratelli Claudio e Stefano Pieri, titolari della Fattoria Mazzarosa commentano quanto accaduto nei giorni scorsi nella loro azienda agricola, quando dal recinto dove si trovavano sono scomparsi quattro esemplari di capre nane. Un buco nella rete avrebbe potuto far pensare, anzi sperare, a una fuga, anche se quegli animali si trovavano benissimo in quei campi. Invece, i loro corpi, devastati dai predatori, sono stati ritrovati alcune centinaia di metri più avanti, lungo un sentiero dietro al cimitero del paese, a due passi dalle poche abitazioni del borgo. Dove? Sì, perché è questo l’aspetto più inquietante della storia. Teatro di quest’episodio non è una valle montana, non siamo in Garfagnana (dove scene del genere non sono purtroppo rare), ma a San Pietro a Marcigliano, nel Comune di Capannori. Siamo cioè in collina, 300 metri sul livello del mare. Pochi minuti di macchina bastano ad arrivare in Piana. Insomma una quota insolita per quella che ha tutta l’aria dell’assalto di un branco di lupi.

Un assalto consumato negli stessi posti e negli stessi tempi di quello ai danni di un’altra allevatrice di San Pietro, Monica Ferrucci, con alcuni esemplari delle sue capre cashemere uccisi e sbranati nel corso della stessa notte. Quella dei lupi, forse incrociatisi con alcuni cani selvatici, resta la spiegazione più logica. E non si tratta di un singolo esemplare, visto il numero di capi uccisi. Certo, si trattava di capre nane, al massimo del peso di una quindicina di chili. Una preda facile. Ma nello stesso momento – nel caso della Fattoria Mazzarosa – ne sono stati attaccati quattro esemplari, aggrediti, uccisi e poi trasportati a diverse centinaia di metri per essere mangiati. E poi l’attacco alla fattoria di Monica Ferrucci. Insomma siamo probabilmente difronte a un branco che, spinto dalla fame, è sceso fino a livelli insoliti, in una zona dove di predatori, finora non se erano mai visti. «È la prima volta che ci troviamo davanti a una cosa del genere – raccontano i fratelli Pieri – da queste parti, contrariamente a quanto sta avvenendo un po’ ovunque, sono rari persino gli avvistamenti di cinghiali, figurarsi se potevamo immaginarci di avere a che fare con i lupi. Difficile dire da dove siano arrivati. Non crediamo che siano scesi dalle Pizzorne (che non sono lontanissime da qua ndr), perché anche lì non ci risultano avvistamenti. Forse sono arrivati da ancora più lontano. Difficile dire di che si tratti con esattezza, se siano esemplari di vero lupo o incroci, ma in ogni caso ho tolto anche l’asino che si trovava nello stesso recinto delle capre. Non vorremmo che la prossima volta toccasse a lui».

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