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Lucca

Morì a 10 anni, parla il legale del pediatra: "Non ci fu negligenza medica"

Morì a 10 anni, parla il legale del pediatra: "Non ci fu negligenza medica"

Lucca, l'intervento durante l’arringa al processo per la morte del piccolo Alessandro Favilla

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LUCCA. «Non ci fu negligenza medica» Lo sostiene con forza, nella sua arringa difensiva, l’avvocato Filippo Cei legale di uno dei tre medici a giudizio (il pediatra Graziano Vierucci) durante l’arringa di ieri mattina nel processo per la morte del piccolo Alessandro Favilla, 10 anni, deceduto il 25 ottobre 2012 in seguito ad una crisi respiratoria.

Nei confronti del pediatra Vierucci il pm Aldo Ingangi ha chiesto una condanna ad un anno di reclusione per omicidio colposo per colpa medica. Stessa richiesta formulata per Elisabetta Spadoni, medico dell’Asl 2, mentre per Giuseppe Fontana, pediatra di famiglia, la procura ha chiesto una pena di 8 mesi.

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L’avvocato Lodovica Giorgi, legale di Spadoni, e gli avvocati Mezzetti di Pisa ed Mugnai di Grosseto, che assistono il dottor Fontana, presenteranno la loro arringa il 18 gennaio prossimo mentre per le repliche e la sentenza pronunciata dal giudice Stefano Billet probabilmente se ne riparlerà tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. Di tutt’altro avviso invece il professor Enrico Marzaduri, legale di parte civile, che ha ribadito come servisse maggiore prudenza da parte dei medici che avrebbero dovuto accorgersi che il bambino stava male e ricoverarlo in ospedale.

In particolare -anche stando al racconto dei genitori - dall’11 al 25 ottobre 2012 Alessandro stava malissimo. Ma nessuno dei cinque medici che lo visitarono in quel lasso di tempo - uno di loro è stato prosciolto dal giudice delle indagini preliminari - si accorse che il respiro affannoso del bambino potesse pregiudicare la sua stessa esistenza. Gli imputati si appellano alle consulenze effettuate durante le indagine preliminari che in pratica li scagionavano.
 

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