Il Tirreno

Lucca

Lavagne rotte e muri a vista all’istituto Civitali

Lavagne rotte e muri a vista all’istituto Civitali

Studenti costretti a convivere con mille disagi tra ascensore rotto e infiltrazioni di umidità

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LUCCA. Si dice che una foto vale più di mille parole. E se è vero (e probabilmente lo è) figuriamoci quanto possono raccontare tante foto come quelle che un gruppo di studenti del Civitali ha portato alla nostra redazione. Foto che raccontano il disagio quotidiano con il quale gli stessi studenti sono costretti a convivere. Lavagne (e non parliamo di quelle multimediali, ma delle tradizionali lavagne in ardesia) che non possono essere utilizzate, perché rotte e a rischio caduta; pareti dove l’assenza di intonaco mette in mostra (e non certo per motivi estetici) le pietre e i mattoni del muro; o situazioni ancora peggiori dove l’intonaco c’è ancora, ma dove appaiono ben evidenti i segni dell’umidità sulle pareti, anche all’altezza delle prese elettriche.

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Ok, le foto parlano di più, ma anche le parole sono utili, e quelle degli studenti arricchiscono il quadro di una situazione difficile, per usare un eufemismo. Parole che si concretizzano in un elenco di problemi, a partire da quelli sono apparentemente più banali, come i neon guasti o lampeggianti che aspettano una sostituzione che non arriva, o il fatti che spesso gli stessi ragazzi sono costretti a portarsi il sapone o la carta igienica da casa. «Ma del resto spesso gli stessi bagni non sono utilizzabili perché guasti – è il loro racconto – i termosifoni poi sono stati accesi solo adesso, e non in tutte le aule funzionano. In alcune classi le lavagne sono rotte e non possono essere utilizzate, e poi i muri scrostati o con l’intonaco che si stacca (tanto per ritornare alle fotografie ndr)».

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Un caso particolare è rappresentato poi dalla palestra («Se possiamo chiamarla così»), dove già le condizioni delle pareti lasciano molto a desiderare, ma anche utilizzarla non è facile: «Esiste un unico spogliatoio, per le ragazze e per i ragazzi e fra l’altro, basta guardare le foto, con una porta che non garantisce certo la privacy». C’è poi il caso ascensore, fra l’altro di dimensioni tali da poter essere utilizzato – facendo gli opportuni scongiuri – in caso di necessità medica, dal momento che può ospitare comodamente una barella. Peccato che quando questa necessità si è verificata nelle scorse settimane, per uno studente che si era sentito male, «i soccorritori lo hanno dovuto trasportare al pianoterra utilizzando il cosiddetto “telo” e passando dalle scale, perché l’ascensore si era guastato». Insomma, è una scuola che ha bisogno di tante cure, grandi e piccole. Cure che gli stessi ragazzi si erano proposti, per quanto potevano, di fornire, ma anche questo non è stato possibile: «Durante un’assemblea di istituto gli studenti si erano detti disponibili a fare qualcosa. Certo non potevamo fare grossi lavori, ma almeno mettere una lavagna nuova. Invece no, nemmeno quello è possibile perché, ci è stato detto, piantare i chiodi per sistemarla poteva far cadere pezzi di muro. Ma ci rendiamo conto? ».
 
 

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