Il dolore
Casermette, in sei non sono in regola
di Marco Tirinnanzi
Morosità e mancato rispetto degli accordi: rischiano la revoca
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LUCCA. Un quadro per niente idilliaco quello del primo bilancio delle casermette sulle Mura: delle nove complessivamente assegnate con il bando, sei non sono in regola. Di queste due non pagano regolarmente l'affitto, mentre le altre quattro non rispettano l'orario di apertura, non permettono l'accesso ai bagni, e non svolgono attività di promozione culturale per la quale sono risultate vincitrici. A chiedere lumi circa l'aspetto economico degli spazi sulle mura dati in concessione comunale, Remo Santini, in qualità di presidente della commissione controllo e garanzia.
Il danno erariale. La cifra complessiva dei canoni di affitto delle nove casermette raggiunge i 55.308: la morosità si attesta intorno al 20%, una cifra vicina agli 11mila euro. Per arginare il problema l'Opera delle Mura, mercoledì 29 novembre, ha inviato sei lettere di contestazione, una ciascuna a ogni società inadempiente. I morosi, già tali con due mensilità arretrate, e coloro che non rispettano le indicazioni del bando, avranno 15 giorni per mettersi in regola, pena, a partire dal prossimo anno, la revoca della concessione. «La presa di possesso delle casermette è avvenuta a scaglioni, da fine 2016 e anche all'inizio di questo anno - precisa Alessandro Biancalana, presidente dell'Opera delle Mura -. Ma già da agosto, dopo una riunione del cda abbiamo avviato i controlli. Le lettere sono state inviate ieri (mercoledì, ndr). Aspettiamo due settimane poi, se niente cambia, seguiranno provvedimenti. I contratti sono di quattro anni più quattro: era il primo “esperimento”, abbiamo dato del tempo per adeguarsi, ma dal 2018 non si transige».
Niente progetto culturale. Oltre al danno erariale, quattro associazioni non hanno sviluppato il progetto culturale per il quale erano state selezionate. «Alcune si sono discostate dalla proposta iniziale, privilegiando troppo l'attività commerciale - commenta Biancalana -. Va anche detto che prima le associazioni usufruivano di sussidi pubblici che garantivano una maggiore tranquillità. I bagni inoltre, spesso sono chiusi, e gli orari di apertura non vengono rispettati». Maurizio Tani, direttore dell’Opera, apre la porta ad una gestione diretta. «Un'esperienza che ci deve far riflettere. Adesso i controlli avverranno più spesso: almeno due volte l'anno. E le associazioni dovranno presentare un rendiconto annuale. Un nuovo bando? Sicuramente ci sarebbero paletti più stringenti, con clausole specifiche legate all'apertura. Un'esperienza da non scartare a priori poi è la gestione in maniera diretta da parte dell'Opera. C'è già un precedente: l'ottimo lavoro svolto con la piattaforma di San Frediano».
Impatto negativo su Lucca. E' quello però messo in luce da Santini. «Le casermette non sono riuscite a rendersi protagoniste nel panorama cittadino. Nessuna spinta culturale - precisa l'ex candidato sindaco del centrodestra -. Vanno ripensate». Dubbi, in parte, confermati dal presidente dell'Opera delle Mura. «È mancata la collaborazione e la comunicazione tra le varie associazioni - dice Alessandro Biancalana -. E questa mancanza ci rende impossibile pubblicizzare le loro attività sul sito».
Il danno erariale. La cifra complessiva dei canoni di affitto delle nove casermette raggiunge i 55.308: la morosità si attesta intorno al 20%, una cifra vicina agli 11mila euro. Per arginare il problema l'Opera delle Mura, mercoledì 29 novembre, ha inviato sei lettere di contestazione, una ciascuna a ogni società inadempiente. I morosi, già tali con due mensilità arretrate, e coloro che non rispettano le indicazioni del bando, avranno 15 giorni per mettersi in regola, pena, a partire dal prossimo anno, la revoca della concessione. «La presa di possesso delle casermette è avvenuta a scaglioni, da fine 2016 e anche all'inizio di questo anno - precisa Alessandro Biancalana, presidente dell'Opera delle Mura -. Ma già da agosto, dopo una riunione del cda abbiamo avviato i controlli. Le lettere sono state inviate ieri (mercoledì, ndr). Aspettiamo due settimane poi, se niente cambia, seguiranno provvedimenti. I contratti sono di quattro anni più quattro: era il primo “esperimento”, abbiamo dato del tempo per adeguarsi, ma dal 2018 non si transige».
Niente progetto culturale. Oltre al danno erariale, quattro associazioni non hanno sviluppato il progetto culturale per il quale erano state selezionate. «Alcune si sono discostate dalla proposta iniziale, privilegiando troppo l'attività commerciale - commenta Biancalana -. Va anche detto che prima le associazioni usufruivano di sussidi pubblici che garantivano una maggiore tranquillità. I bagni inoltre, spesso sono chiusi, e gli orari di apertura non vengono rispettati». Maurizio Tani, direttore dell’Opera, apre la porta ad una gestione diretta. «Un'esperienza che ci deve far riflettere. Adesso i controlli avverranno più spesso: almeno due volte l'anno. E le associazioni dovranno presentare un rendiconto annuale. Un nuovo bando? Sicuramente ci sarebbero paletti più stringenti, con clausole specifiche legate all'apertura. Un'esperienza da non scartare a priori poi è la gestione in maniera diretta da parte dell'Opera. C'è già un precedente: l'ottimo lavoro svolto con la piattaforma di San Frediano».
Impatto negativo su Lucca. E' quello però messo in luce da Santini. «Le casermette non sono riuscite a rendersi protagoniste nel panorama cittadino. Nessuna spinta culturale - precisa l'ex candidato sindaco del centrodestra -. Vanno ripensate». Dubbi, in parte, confermati dal presidente dell'Opera delle Mura. «È mancata la collaborazione e la comunicazione tra le varie associazioni - dice Alessandro Biancalana -. E questa mancanza ci rende impossibile pubblicizzare le loro attività sul sito».
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