Proteste
caso Snai
Ammortizzatori sociali a rischio
Potrebbe non essere rinnovato il fondo di solidarietà per 11 lavoratori
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PORCARI. Stop agli ammortizzatori sociali per gli 11 lavoratori in cassa integrazione della Snaitech per i quali è stata confermata l’apertura della nuova procedura di mobilità. E tutto rinviato a un ulteriore incontro del 13 dicembre.
Ieri a Firenze alla sede di Confindustria si è svolto un’incontro tra l’azienda e il coordinamento sindacale nazionale nell’ambito della procedura di riduzione di personale che vede interessati 14 lavoratori, di cui 11, appunto, concentrati nella sede di Porcari. Un incontro sostanzialmente interlocutorio, ma che conferma l’incertezza sul futuro dei lavoratori in esubero.
L’azienda ha messo in evidenza l’impossibilità di prorogare il fondo di integrazione salariale (Fis), la forma di cassa integrazione che scadrà il prossimo 31 dicembre, per ulteriori sei mesi.
Ad annunciarlo è Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom per la Snaitech: «Questo conferma ulteriormente il danno che è stato fatto dall’Inps a seguito al mancato riconoscimento degli ammortizzatori sociali dell’industria dove lavoratori e azienda avevano versato per oltre 10 anni la contribuzione. Come organizzazioni sindacali abbiamo ribadito che l’azienda si deve far carico di formalizzare una proposta complessiva che garantisca ai lavoratori una continuità lavorativa poiché non ci potrà mai essere nessun accordo sindacale che preveda licenziamenti. La direzione Snaitech si è impegnata a fare ulteriori verifiche sugli orari di lavoro e vari approfondimenti in modo da poter presentare al prossimo incontro, previsto per il 13 dicembre e che potrebbe diventare decisivo, una risposta che venga incontro alle richieste sindacali e in modo da poter concludere questa pesante situazione che si trascina da molto tempo». (n.n.)
Ieri a Firenze alla sede di Confindustria si è svolto un’incontro tra l’azienda e il coordinamento sindacale nazionale nell’ambito della procedura di riduzione di personale che vede interessati 14 lavoratori, di cui 11, appunto, concentrati nella sede di Porcari. Un incontro sostanzialmente interlocutorio, ma che conferma l’incertezza sul futuro dei lavoratori in esubero.
L’azienda ha messo in evidenza l’impossibilità di prorogare il fondo di integrazione salariale (Fis), la forma di cassa integrazione che scadrà il prossimo 31 dicembre, per ulteriori sei mesi.
Ad annunciarlo è Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom per la Snaitech: «Questo conferma ulteriormente il danno che è stato fatto dall’Inps a seguito al mancato riconoscimento degli ammortizzatori sociali dell’industria dove lavoratori e azienda avevano versato per oltre 10 anni la contribuzione. Come organizzazioni sindacali abbiamo ribadito che l’azienda si deve far carico di formalizzare una proposta complessiva che garantisca ai lavoratori una continuità lavorativa poiché non ci potrà mai essere nessun accordo sindacale che preveda licenziamenti. La direzione Snaitech si è impegnata a fare ulteriori verifiche sugli orari di lavoro e vari approfondimenti in modo da poter presentare al prossimo incontro, previsto per il 13 dicembre e che potrebbe diventare decisivo, una risposta che venga incontro alle richieste sindacali e in modo da poter concludere questa pesante situazione che si trascina da molto tempo». (n.n.)
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