Il Tirreno

Lucca

Alla Fondazione Ragghianti un 2018 di arte da scoprire

di Paola Taddeucci
Alla Fondazione Ragghianti un 2018 di arte da scoprire

Presentate le quattro mostre che caratterizzeranno l’anno che verrà  Generi diversi ma un filo comune: cercare “nuove storie” da raccontare  

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LUCCA. Le incisioni dei Futuristi, l’arte al tempo di Puccini, il design di Silvio Coppola, la storica litografia Angeli. Su questi temi s’incentra la stagione espositiva della Fondazione Ragghianti nel nuovo anno. Quattro mostre che si svolgeranno nell’arco del 2018 e il cui motivo conduttore sarà in gran parte la grafica, settore al quale Carlo Ludovico Ragghianti – “padre” della Fondazione – dedicò grande e non scontata considerazione, valorizzandone l’importanza.

Nel solco delle intuizioni anticipatrici di Ragghianti, la prima esposizione del 2018 – dal 23 febbraio al 15 aprile – si presenta come un’assoluta novità in Italia: “Il segno dell’avanguardia. I futuristi e l’incisione” propone infatti ciò che finora nessuno ha mai dedicato a questo aspetto meno noto, ma di grande interesse, della produzione futurista. La rassegna raccoglierà un centinaio di opere – alcune mai esposte – provenienti da collezioni pubbliche e private. Saranno presenti non solo i grandi nomi del movimento artistico fondato nel 1909 dal poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti, ma anche i protagonisti dell’avanguardia che, dalla fine del XIX secolo con il Simbolismo, arriva al Prefuturismo e infine al pieno Futurismo, sino alle sue ultime ed estreme propaggini del dopoguerra.

Ruota intorno a Giacomo Puccini, invece, la mostra dell’estate dal titolo “Puccini e le arti visive in Italia nei primi decenni del Novecento”: in programma dal 18 maggio al 23 settembre, rappresenterà l’impegno più significativo del 2018 per la Fondazione. Anche in questo caso, niente di già visto. Non è un’esposizione sul Maestro, né sui luoghi a lui cari né sulle scenografie delle sue opere, per citare alcuni temi trattati nel corso degli anni in vari allestimenti curati da altri enti.

«Verranno indagati non solo i rapporti tra Puccini e gli artisti del suo tempo – spiega Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione –, ma anche e soprattutto l’influenza che il compositore e il suo mondo espressivo esercitarono sulle arti, delineando – secondo uno sguardo critico inedito – un’estetica in cui l’elemento musicale giocava un ruolo fondamentale». Mostra che lo stesso Bolpagni definisce ambiziosa e vasta, vedrà la collaborazione di numerosi enti e istituzioni oltre al contributo di studiosi come Fabio Benzi, tra i massimi esperti al mondo di questo periodo storico, in particolare del Liberty. L’ambizione, del resto, è quella di rafforzare sempre di più il binomio Lucca e Puccini, di cui nel 2018 si celebrano i 160 anni della nascita, al pari delle celebri e fortunate accoppiate Salisburgo-Mozart e Bayreuth-Wagner.

A differenza dell’esposizione estiva del 2017 “Il passo sospeso”, con alcune grandi sculture disseminate in vari luoghi della città, quella del 2018 non uscirà dalla sede di via San Micheletto. Un po’per la caratteristica dei pezzi in mostra, un po’per non ripetere le stesse modalità a distanza di poco tempo. «Ma – assicura Bolpagni – visto il successo ottenuto con “Il passo sospeso”, una nuova esposizione all’aria aperta rientra sicuramente nei nostri piani». Per l’appuntamento autunnale – da metà ottobre alla fine di novembre – si va agli anni Sessanta e ad uno dei protagonisti del design italiano di quel periodo: Silvio Coppola, architetto brindisino che lavorò con grandi industrie italiane ed estere. Di lui, scomparso nel 1985, la Fondazione possiede una serie di disegni appartenuti a Pier Carlo Santini, che ne fu il primo direttore: dell’architetto pugliese, tra l’altro, è il logo che ancora oggi identifica la Fondazione.

L’ultima esposizione dell’anno, da metà dicembre alla fine di gennaio 2019, riguaderà la storia della stamperia-litografia Angeli, azienda lucchese nata nel 1948 e chiusa nel 2011. «Sarà anche l’occasione – anticipa Bolpagni – per far vedere come nasce una litografia: nelle sale ci saranno i macchinari in funzione con dimostrazioni pratiche».

Da segnalare, infine, l’appuntamento conclusivo del 2017, il 14 e 15 dicembre a Lucca e a Pisa, dedicato a Ragghianti e alle sue grandi intuizioni: il convegno, organizzato in collaborazione con l’ateneo pisano, sull’arte in Italia tra le due guerre, a partire dalla mostra del 1967 sul periodo 1915-1935, organizzata da Ragghianti a Palazzo Strozzi di Firenze. Periodo che, con questa esposizione, fu il primo a rivalutare.

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