Sicurezza
Maxi evasione fiscale, professionista nei guai
Lucca: commercialista livornese in concorso con un imprenditore raggira l’Agenzia delle Entrate per quasi mezzo milione
LUCCA. Un noto imprenditore livornese con la complicità di un commercialista lucchese era riuscito a creare a Lucca nell’aprile 2014 due Trust - una sorta di affido di beni immobili e mobili con un trasferimento di intestazione e l'amministrazione dei beni volta a favorire il beneficiario - spogliandosi così di tutto il patrimonio (84 beni tra appartamenti, garage e locali in uso commerciale) con l’unico scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Agenzia delle Entrate di Livorno che vantava crediti per un importo di 487mila 448 euro. A scoprire la presunta maxi evasione fiscale la Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della procura lucchese diretta dal sostituto Aldo Ingangi.
CHIESTO IL PROCESSO
Il magistrato ha chiuso le indagini e chiesto al gup Giuseppe Pezzuti di mandare a processo per reati tributari Riccardo Garzelli, 70 anni, imprenditore livornese in concorso con Maurizio Antonio Fontanini, 59 anni, dottore commercialista residente nella periferia cittadina e nel 2007 presidente del collegio dei revisori dei conti di Lucca Holding ai tempi dell’amministrazione targata Mauro Favilla. L’udienza camerale è stata fissata per il 17 gennaio 2018.
SEQUESTRO PREVENTIVO
Garzelli, attivo nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari, era stato intercettato dalle fiamme gialle per debiti di circa 500mila euro (quindi di gran lunga superiore alla soglia dei 150mila euro che non riguardano la sfera penale, ma quella amministrativo-tributaria, ndr) riconducibili ad imposte relative ad affitti incassati nel tempo e mai pagati dall’imprenditore all’Erario. Il patrimonio di Garzelli, stando alla tributaria, era pari a 5,6 milioni di euro e venne sottoposto nel maggio scorso a sequestro preventivo in base ad un decreto emesso dal giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri e finalizzato al congelamento di disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie.
I DUE TRUST
A fornire gli strumenti giuridici all’imprenditore labronico che, per l’accusa, avrebbe finto di spogliarsi dei suoi beni immobili sarebbe stato il commercialista lucchese attraverso la sua preziosa consulenza e predisponendo anche le bozze dei negozi giuridici necessari a raggiungimento dello scopo. Per le fiamme gialle quella spogliazione dei beni era solo formale, ma in realtà Garzelli aveva un potere di ampia gestione del patrimonio e tramite i trust riscuoteva gli affitti di appartamenti e garage».
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