Emergenza casa, fondi sfitti affittati a canone concordato
di Nicola Nucci
Comune e Fondazione Casa pronti a mettere in campo una nuova iniziativa per dare un tetto alle famiglie in difficoltà: ecco come funzionerà
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CAPANNORI. Sempre più famiglie in difficoltà economica non ce la fanno a pagare l’affitto. Così l’amministrazione comunale, per fronteggiare in modo più incisivo l’emergenza abitativa, è pronta a mettere in campo una nuova iniziativa. In pratica il Comune, in accordo con Fondazione Casa, chiederà ai cittadini proprietari di immobili liberi la disponibilità a concederli in locazione in affitto concordato secondo l'attuale accordo territoriale. Questo progetto permetterà di contemperare le esigenze dei privati di ottenere comunque un corrispettivo per la concessione in locazione di un immobile altrimenti infruttifero e gravato da oneri patrimoniali e le necessità dei cittadini più bisognosi di poter fare fronte alle proprie esigenze abitative. A breve sarà pubblicata una richiesta di manifestazione di interesse. Un impegno a tutto campo sul fronte delle politiche della casa.
Sono stati dieci finora i casi di interventi di sfratti per morosità incolpevole, ovvero una sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo per la perdita del lavoro o un reddito più basso. Ben 289 famiglie nel 2017 hanno ottenuto un contributo per l’affitto per il quale il Comune ha stanziato un fondo di 100 mila euro.
Per accedere ai contributi in conto affitto è necessario essere residenti a Capannori, avere un regolare contratto di affitto ad uso abitativo e non essere assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica. I cittadini inoltre devono presentare la certificazione Ise-Isee (per il 2016 uguale o inferiore a 13.094,14 euro) dichiarando anche il numero di persone ultra 65enni, disabili e minori che fanno parte del nucleo familiare. Il contributo è previsto fino ad un massimo di 3.100 euro l’anno, e il sistema permette l'accredito direttamente al proprietario riducendo o estinguendo la morosità, evitando spese legali ed il disagio dello sfratto per la famiglia.
Inoltre si cerca anche una mediazione: tre accordi nel 2017 (e otto nel 2016) tra inquilino moroso, Comune e proprietario. Sono invece 13 i nuclei familiari, secondo l'ultima graduatoria definitiva, a cui è stato assegnato un alloggio popolare. Il lavoro di ascolto e mediazione nei confronti delle famiglie in difficoltà è stato incentivato con l'intervento di una figura di Fondazione Casa Lucca che fa da ponte tra Erp, Comune e cittadini. In corso anche un monitoraggio di tutti gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica per razionalizzare le risorse patrimoniali dell’ente, ma anche per non fare pagare un canone troppo alto a chi è in condizioni di disagio economico.
Sono stati dieci finora i casi di interventi di sfratti per morosità incolpevole, ovvero una sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo per la perdita del lavoro o un reddito più basso. Ben 289 famiglie nel 2017 hanno ottenuto un contributo per l’affitto per il quale il Comune ha stanziato un fondo di 100 mila euro.
Per accedere ai contributi in conto affitto è necessario essere residenti a Capannori, avere un regolare contratto di affitto ad uso abitativo e non essere assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica. I cittadini inoltre devono presentare la certificazione Ise-Isee (per il 2016 uguale o inferiore a 13.094,14 euro) dichiarando anche il numero di persone ultra 65enni, disabili e minori che fanno parte del nucleo familiare. Il contributo è previsto fino ad un massimo di 3.100 euro l’anno, e il sistema permette l'accredito direttamente al proprietario riducendo o estinguendo la morosità, evitando spese legali ed il disagio dello sfratto per la famiglia.
Inoltre si cerca anche una mediazione: tre accordi nel 2017 (e otto nel 2016) tra inquilino moroso, Comune e proprietario. Sono invece 13 i nuclei familiari, secondo l'ultima graduatoria definitiva, a cui è stato assegnato un alloggio popolare. Il lavoro di ascolto e mediazione nei confronti delle famiglie in difficoltà è stato incentivato con l'intervento di una figura di Fondazione Casa Lucca che fa da ponte tra Erp, Comune e cittadini. In corso anche un monitoraggio di tutti gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica per razionalizzare le risorse patrimoniali dell’ente, ma anche per non fare pagare un canone troppo alto a chi è in condizioni di disagio economico.
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