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Prende fuoco il bus degli studenti

Prende fuoco il bus degli studenti

Tanta paura e qualche principio di intossicazione sulla corsa di Ctt che parte da Lucca e arriva a Castelnuovo

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CASTELNUOVO. ll fumo che entra dentro l’abitacolo, poi il calore che sale dal pavimento. Una mattinata da incubo quella vissuta ieri mattina da una cinquantina di pendolari - in gran parte studenti - che si trovavano su un autobus Ctt interessato da un principio di incendio a Castelnuovo Garfagnana.

La linea in questione è quella che parte da Lucca e arriva a Castelnuovo passando da Barga: una delle più gettonate dagli studenti che frequentano le scuole superiori nei due centri della Valle. L’autobus, intorno alle 7.50, era quasi arrivato al termine della sua corsa quando a Castelnuovo, in zona Euronics, si è fermato di colpo a causa delle fiamme scoppiate nel vano posteriore. Secondo una prima ricostruzione tutto sarebbe nato da un cortocircuito nell’impianto “Webasto” che serve per riscaldare l’interno del mezzo.

Insieme alle fiamme si è levato un fumo denso, grigio, che è entrato all’interno dell’autobus e che ha provocato la fuga da parte dei ragazzi che si trovavano all’interno.

Nessun ferito, fortunatamente, ma tanta paura e qualche ragazzo che ha subito un principio di intossicazione proprio per il fumo. Situazione comunque rientrata dopo un passaggio dal pronto soccorso dell’ospedale “Santa Croce” di Castelnuovo, mentre le fiamme sono state spente dall’autista del mezzo con l’estintore in dotazione al personale.

Tanta paura e la consapevolezza che sarebbe potuto andare peggio. Perché - denuncia Giovanni Regali, coordinatore Cub Trasporti - «da tempo stiamo segnalando la pessima situazione del trasporto pubblico, che è al collasso. Ci sono poche vetture e manca anche la manutenzione».

Quello avvenuto ieri mattina a Castelnuovo Garfagnana, infatti, sarebbe soltanto la punta dell’iceberg di una situazione che quasi ogni giorno pone personale e utenti davanti a piccoli e grandi problemi. «Venerdì - spiega Regali - ad esempio è saltata una corsa perché su un mezzo molto vecchio non si apriva una porta».

Quando qualcosa si guasta, continua ancora il sindacalista di base, bisogna augurarsi che accada in un giorno feriale, «perché il sabato e la domenica non ci sono i meccanici, se non attraverso la reperibilità.

«A questo punto - conclude Regali - ci domandiamo se il servizio pubblico è ancora un servizio per i cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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