Il Tirreno

Lucca

«Mi ha colpito dopo un diverbio»

«Mi ha colpito dopo un diverbio»

Il giovane ribalta le dichiarazioni della ragazzina e mostra gli sms inviate dalla diciottenne al pronto soccorso

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LUCCA. La verità rovesciata. Nell’interrogatorio di garanzia effettuato nel penitenziario di San Giorgio dal gip Riccardo Nerucci, il diciannovenne accusato di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, violenza privata e minacce, ha raccontato la sua versione dei fatti. Che è diametralmente opposta a quella della diciottenne a cui era legato sentimentalmente da due mesi. «È lei che, dopo un litigio per futili motivi, mi ha picchiato colpendomi anche con un bastone. Così sono stato costretto a difendermi per evitare il peggio» le parole proferite al giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia. E al racconto, che il sostituto procuratore Salvatore Giannino e la polizia ritengono totalmente fuorviante e inverosimile, il ragazzo - già finito in manette per una rapina ai danni di una commerciante cinese avvenuta a Zocca (Modena) - ha allegato un certificato medico in relazione ai lividi e alle ecchimosi in alcune parti del corpo.

Sindrome di Stoccolma. E, tra il materiale raccolto dal legale della difesa, ci sono degli sms inviati dalla vittima delle violenze al suo assistito proprio poche ore prima del suo arresto operato dalla squadra Mobile. Messaggini inviati dal cellulare della ragazza quando lei si trovava al pronto soccorso dell’ospedale San Luca. Frasi di scuse, di ridimensionamento dell’episodio come a richiedere il perdono di chi l’aveva ridotta in quello stato con una lesione permanente legata alla perforazione di un timpano. Uno stato di dipendenza psicologico-affettiva in cui è caduta la diciottenne vittima dei maltrattamenti subiti. In buona sostanza la giovane è affetta dalla Sindrome di Stoccolma che si manifesta in alcuni episodi di violenza fisica, verbale e psicologica quando un soggetto debole prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino alla totale sottomissione volontaria instaurando una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice.

Giudizio immediato. Il gip Nerucci ha confermato la detenzione in carcere del ragazzo e il sostituto procuratore Giannino ha intenzione in tempi rapidi, visto che gli elementi e le prove a sua disposizione sono già largamente sufficienti per chiudere le indagini, di chiedere il giudizio immediato. Probabile quindi che il legale dell’extracomunitario decida di giocare le ultime carte legate ad un’attenuazione della misura per il suo assistito attraverso il ricorso al Tribunale della Libertà.

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