Il Tirreno

Lucca

Capre sbranate dai lupi in collina

di Nicola Nucci
Capre sbranate dai lupi in collina

Inquietante episodio ad appena 300 metri di altitudine, Coldiretti sollecita l’intervento della Regione

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Un gregge di capre aggredito e sbranato da un branco di lupi. È successo qualche giorno fa a San Pietro a Marcigliano, nel nord di Capannori. L’ennesimo caso in Lucchesia, ma stavolta non siamo in Garfagnana. I lupi ormai sono avanzati fino alle zone collinari, a poco più di 300 metri di altitudine.

A farne le spese sono state sei esemplari di capra cashmere, di cui tre appartenenti a Monica Ferrucci, allevatrice che produce formaggi, oltre a maglie e tappetti con questa pregiatissima lana: «Stamattina (ieri per chi legge ndr) sono venuti anche degli addetti della Provincia per un sopralluogo, la situazione è esasperante, siamo sgomenti. Servono soluzioni urgenti, è possibile che i lupi siano una minaccia anche a quote così basse? ».

Una preoccupazione condivisa da Coldiretti che esprime solidarietà all’allevatrice e scrive alla Regione per sollecitare l’adozione del “Piano Lupo” , fermo ai box della conferenza tra Stato e Regioni. «Ha perfettamente ragione Monica che si è lamentata pubblicamente. Gli allevatori sono stanchi g di chiedere misure ed è stanca di protestare la nostra organizzazione – spiega Maurizio Fantini, direttore di Coldiretti Lucca – gli esemplari di ibridi, incroci tra lupi e cani, devono essere prelevati e catturati per limitare l’incidenza della predazione sui greggi».

Nelle scorse settimane Coldiretti aveva sollecitato anche il pagamento dei risarcimenti che ancora non sono arrivati dalla Regione per i capi uccisi. «I lupi – riprende Fantini – così come gli ungulati, sono paragonabili a una calamità con l’aggravante che si tratta di una calamità quotidiana, quindi ancora più pesante per la sopravvivenza delle imprese agricola. Gli attacchi, negli ultimi anni, sono raddoppiati e sono all’ordine del giorno. Siamo arrivati al punto che più della metà dei casi non vengono nemmeno denunciati tanto è lo scoraggiamento. Gli allevatori si sentono profondamente penalizzati da un atteggiamento vessatorio delle istituzioni, fortemente condizionate da ambientalismo e animalismo che, invece di garantire la preservazione della specie lupo, tendono a renderne insostenibile la coesistenza con chi attraverso sforzi enormi presidia e tutela il territorio, con costi ben superiori ai benefici. Se non arriveranno risposte rapide e concrete dovremo alzare il livello di mobilitazione».

Coldiretti esprime solidarietà e vicinanza all’azienda: «Faremo tutto il possibile per consentire alla sua impresa di proseguire l’attività con impegno e soprattutto la serenità necessaria che fino a oggi, a causa dei lupi, le è mancata portando avanti la nostra azione di pressione nei confronti della Regione».

Non si placa nemmeno l’emergenza cinghiali, la cui presenza è un rischio anche per l’incomulità degli automobilisti. Pochi giorni fa in località Ponte alla Ciliegia, a due passi da Marginone, l’ennesimo incidente che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi per le persone. Il cinghiale è spuntato all’improvviso in strada e non è stato possibile evitarlo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web