Il Tirreno

Lucca

Via la spada di Damocle degli espropri a Campiglia

Via la spada di Damocle degli espropri a Campiglia

La giunta ha deliberato l’annullamento della procedura per apporre il vincolo ormai reso inutile dalla decisione di non realizzare lì il nuovo polo scolastico

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BAGNI DI LUCCA. È finito l’incubo di tanti residenti della zona di Campiglia: l’amministrazione ha annullato il procedimento per il vincolo di esproprio per la realizzazione del nuovo plesso scolastico del capoluogo. Dopo un confronto molto teso con i residenti, sostenuti dall’opposizione, la precedente amministrazione Betti (oggi minoranza) aveva alla fine ritirato il contestato progetto, ma erano rimaste sul tappeto le lettere nel frattempo inviate ai proprietari dei terreni che, per il progetto, dovevano essere espropriati.

Sulla vicenda pendeva anche un ricorso al Tar di un cittadino. A chiudere la questione è ora una delibera della giunta Michelini, che annulla la procedura degli espropri. I terreni che avevano rischiato di essere vincolati tornano quindi liberi. Nella delibera, la giunta ricorda che era stato dato avvio alla procedura di variante al regolamento urbanistico, per il cambio di destinazione d’uso dell’area, per cui si era reso necessario il procedimento “finalizzato all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio per il progetto”. Una scelta definitivamente sparita dal programma di governo della nuova amministrazione che ha quindi deciso di procedere all’annullamento della procedura “in considerazione anche del disagio che questa ha portato ai soggetti interessati”. Tanto che uno dei residenti colpiti dal provvedimento, Ivo Giani, aveva presentato ricorso al Tar, per resistere al quale la giunta Betti aveva dato incarico all’avvocato Giovanni Iacopetti. Il legale è stato poi sentito dalla giunta Michelini che lo ha informato della volontà della nuova amministrazione di chiudere il contenzioso, ricordando che già la precedente amministrazione aveva sospeso il procedimento per valutare soluzioni alternative per il nuovo plesso. Si chiude quindi una vicenda che nel 2014, era stata al centro di un duro scontro tra l’amministrazione e i residenti di Campiglia. Alla fine, in un’assemblea al Circolo dei Forestieri, partecipatissima, l’allora sindaco Massimo Betti si era detto pronto a fare marcia indietro sul progetto, se non condiviso. «Sono uno di voi, un concittadino – aveva sostenuto, sorpreso per la reazione trovata nella popolazione – non mi aspettavo una così netta contrarietà al progetto. Valutate anche altre ipotesi, a noi pareva la più giusta. Ma se Campiglia non lo vuole, il polo non si fa, venite pure a prendermi a casa».

Emanuela Ambrogi

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