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Lucca

Mille firme ai sindaci per non trasferire il servizio dialisi

CASTELNUOVO. Un appello che chiede di essere ascoltato. È quello dei cittadini della Garfagnana che chiedono di non togliere dall’ospedale Santa Croce un servizio importante per la vita di molti...

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CASTELNUOVO. Un appello che chiede di essere ascoltato. È quello dei cittadini della Garfagnana che chiedono di non togliere dall’ospedale Santa Croce un servizio importante per la vita di molti quale la dialisi. Per questo domani il segretario dello Spi Cgil Alta Garfagnana Sergio Tortelli depositerà all'ufficio protocollo dell'Unione dei Comuni con sede a Castelnuovo, le oltre mille firme raccolte contro la decisione presa a suo tempo di trasferire, appunto, il servizio dialisi dall'ospedale di Castelnuovo all'ospedale di Barga.

«Quest’iniziativa si propone di far sì – spiega lo stesso sindacalista – che le firme liberamente e legittimamente raccolte, siano portate dal presidente dell'Unione dei Comuni Nicola Poli al tavolo della trattativa con la Conferenza dei sindaci nella seduta di mercoledì prossimo, come legittimo soggetto partecipante alla discussione». Sindaci che sino ad ora, viene sottolineato, si sarebbero mostrati «completamente assenti al momento di decidere della vita dei propri cittadini, specie su temi che riguardano servizi sociosanitari di vitale importanza come questo».

«La presenza fisica delle firme – riprende Tortelli – vuol anche ricordare ai sindaci interessati che i garfagnini firmatari di quelle schede hanno, a loro tempo, concesso agli stessi sindaci la propria fiducia, non per chiudere i pochi servizi sociosanitari rimasti, ma semmai per aprirne di nuovi o, quanto meno, per potenziare quelli esistenti, specie se si tratta di servizi territoriali come la dialisi, di stretta competenza degli stessi. Nel frattempo vogliamo sperare che gli operatori sanitari dei rispettivi reparti, facciano prevalere gli interessi e la salute dei propri malati, oltre che il proprio senso di responsabilità, sugli interessi di parte o di partito».

«A questo punto – conclude il sindacalista – vogliamo comunque sperare che una volta tanto prevalga il buon senso dei nostri amministratori, affinché non sia ancora la procura della Repubblica, già a conoscenza della vicenda, a decidere su una materia di stretta competenza della politica territoriale».



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