Sicurezza
Cade a pezzi il Sacrario ai caduti in guerra
di Luca Tronchetti
Servono 31mila euro per recuperare il monumento in cemento armato inaugurato nell’ottobre 1983
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LUCCA. Serve in tempi rapidi un intervento di manutenzione al Sacrario che si trova nel cimitero urbano e che raccoglie i resti mortali di 200 caduti di tutte le guerre esumati e inseriti nelle singole cassette collocate nel monumento-ossario. La struttura - fortemente voluta nel 1972 dall’allora assessore Pietro Rugani della prima giunta di Mauro Favilla che raccolse le istanze delle varie associazioni patriottiche e combattentistiche di Lucca - venne inaugurata il 30 ottobre 1983. Sono passati 34 anni da quella data sono stati eseguiti piccoli interventi di manutenzione all’opera che fu realizzata dall’architetto Tito Salvatori tramite l’interessamento e la partecipazione dei Lions Club Lucca Host. Interventi apportati soprattutto alla parte lapidea del basamento. Ma oggi si sta sgretolando parte del cemento armato utilizzato soprattutto per la piattaforma sulla quale si erge il tempietto. Servono 31mila euro per recuperare il Monumento ai caduti in guerra. Una cifra che in buona parte è impiegata per la realizzazione del ponteggio multi direzionale e la messa in sicurezza dell’area: «Tremila euro - ci dicono dall’Unione Nazionale Mutilati per servizio - sono stati raccolti attraverso i nostri iscritti e quelli di altre associazioni dello stesso tenore (invalidi di guerra, combattenti e AssoArma). Ma per arrivare alla cifra necessaria serve l’intervento dell’amministrazione comunale». Lo scorso aprile il sindaco Alessandro Tambellini incontrò alcuni esponenti delle associazioni interessate al recupero del Sacrario promettendo, in caso di rielezione, il suo interessamento: «Il primo cittadino - dicono - fu molto chiaro ed esplicito. Il Comune non ha fondi, ma attraverso le Fondazioni (Cassa di Risparmio e Banca del Monte) sarebbe possibile reperire quella cifra, peraltro non proibitiva, necessaria per il restauro dell’opera. Serve quindi che il Comune, attraverso un capitolato ad hoc, inoltre la domanda di richiesta di finanziamento entro il mese di dicembre alle Fondazioni degli istituti di credito. Da parte nostra sollecitiamo l’amministrazione affinché non precluda la possibilità di usufruire dei fondi per la ristrutturazione dell’opera».
È ben visibile il degrado di parte dell’opera riguardante il tempietto, realizzato in cemento armato a faccia vista, con evidenti progressivi distacchi di materiale specie nella zona più elevata perché esposta agli agenti atmosferici. L’intervento, oltre alla revisione del cemento armato, consiste nella spazzolatura e nel trattamento con idrolavaggio (effettuato anche all’intera superficie in marmo) e nella successiva imbiancatura con prodotti al quarzo.
È ben visibile il degrado di parte dell’opera riguardante il tempietto, realizzato in cemento armato a faccia vista, con evidenti progressivi distacchi di materiale specie nella zona più elevata perché esposta agli agenti atmosferici. L’intervento, oltre alla revisione del cemento armato, consiste nella spazzolatura e nel trattamento con idrolavaggio (effettuato anche all’intera superficie in marmo) e nella successiva imbiancatura con prodotti al quarzo.
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