Uno striscione pro Tambellini
Esposto da amici e vicini. Bindocci: «Forza Nuova da condannare, ma la politica cambi»
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LUCCA. Uno striscione di solidarietà al sindaco dopo quello fascista apparso di fronte a casa sua da parte di Forza Nuova: è il “pensiero” di un gruppo di vicini e amici di Alessandro Tambellini, che lo stesso primo cittadino ha rilanciato su Facebook.
Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Massimiliano Bindocci: «La solidarietà in questo caso di cronaca va espressa a chi davvero ha bisogno di sostegno, e gli artefici di questa bravata da condannare, ci sembra, ne abbiano davvero bisogno.
«Esporre sotto l'abitazione privata del primo cittadino una scritta, semplicemente demente e pericolosa, è un episodio da condannare, e dimostra una degenerazione culturale e di valori assoluta, è evidente il fallimento della famiglia e della scuola, ed è evidente la necessità che siano sostenuti e avvicinati ai valori del rispetto, della conoscenza della storia e della coscienza civile. Rimpiangere Mussolini, significa non conoscere la storia. Rimpiangere Mussolini significa accettare la violenza, la guerra e la discriminazione, che non viene minimamente sminuita da due bonifiche. Parlare poi di cittadinanza, che è un concetto ottocentesco, rispetto ai problemi attuali dei cittadini è davvero misero.Crediamo però che ci si debba provare a chiedere perché questi episodi accadono e non solo limitarci alla condanna e alla solidarietà. E che si debba avere comportamenti conseguenti. Infatti se si vuole essere davvero antifascisti, e se si vogliono limitare i rigurgiti nostalgici, si deve cambiare il modo in cui si svolge l'azione politica, che è vista come inadeguata a risolvere i problemi dei cittadini, e che induce i giovani a cercare le risposte in certe derive di estrema destra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Massimiliano Bindocci: «La solidarietà in questo caso di cronaca va espressa a chi davvero ha bisogno di sostegno, e gli artefici di questa bravata da condannare, ci sembra, ne abbiano davvero bisogno.
«Esporre sotto l'abitazione privata del primo cittadino una scritta, semplicemente demente e pericolosa, è un episodio da condannare, e dimostra una degenerazione culturale e di valori assoluta, è evidente il fallimento della famiglia e della scuola, ed è evidente la necessità che siano sostenuti e avvicinati ai valori del rispetto, della conoscenza della storia e della coscienza civile. Rimpiangere Mussolini, significa non conoscere la storia. Rimpiangere Mussolini significa accettare la violenza, la guerra e la discriminazione, che non viene minimamente sminuita da due bonifiche. Parlare poi di cittadinanza, che è un concetto ottocentesco, rispetto ai problemi attuali dei cittadini è davvero misero.Crediamo però che ci si debba provare a chiedere perché questi episodi accadono e non solo limitarci alla condanna e alla solidarietà. E che si debba avere comportamenti conseguenti. Infatti se si vuole essere davvero antifascisti, e se si vogliono limitare i rigurgiti nostalgici, si deve cambiare il modo in cui si svolge l'azione politica, che è vista come inadeguata a risolvere i problemi dei cittadini, e che induce i giovani a cercare le risposte in certe derive di estrema destra».
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