Sicurezza
Scontento in via del Fosso: mattoncini inadeguati
Lucca: i commercianti della zona contestano l’utilizzo di laterizi nuovi per riparare il muretto. E poi, aggiungono, «quest’area è morta, nessuno se ne cura»
LUCCA. I nuovi mattoncini in via del Fosso non incontrano il gusto di tutti. Portavoce, simbolico, del malcontento che si respira dopo l'inizio dei lavori per il recupero di alcuni tratti del muretto lungo i fossi e per lo scavo del tratto a monte intrapresi dal Consorzio di Bonifica Toscana Nord e costati 580mila euro, è Fabrizio Barsotti, pittore che ha la sua attività proprio davanti al condotto pubblico.
«L'opera di sostituzione dei vecchi laterizi non è in linea con l'architettura dei fossi - spiega -: alcuni vengono sostituiti dopo aver spaccato i precedenti, e quelli nuovi non sono dello stesso stile di quelli che già ci sono. Se la messa in sicurezza deve essere fatta in questa maniera, meglio allora lasciar perdere. Nonostante la vicinanza con il Lu.C.C.A. museum la zona è lasciata se stessa e queste opere non aiutano certo a riqualificarla». Sì perchè, il problema maggiore che attanaglia le attività nella zona est della città, non sembra essere soltanto la questione "mattoncini", ma la mancanza di una reale ripresa del commercio.
«Tolto il mercato in via de' Bacchettoni qua non si vede più nessuno - precisa Luciano Landucci del bar La Piazzetta -. Prima diversi caffè in più li facevo, e le signore anziane che il mercoledì e il sabato andavano a far compere, adesso, anche se c'è la navetta che le porta al piazzale Don Baroni, non si azzardano a muoversi. Io faccio parte della commissione Centro Storico di Confcommercio e con l’assessore Giovanni Lemucchi (ex assessore al commercio nella prima giunta Tambellini, oggi vicesindaco con delega al bilancio e alle partecipate, ndr) avevamo buttato giù alcune idee: lo spostamento del mercato dei fiori ad esempio, fatto di banchi e pagodine tipiche, che adesso è in via Garibaldi.
C'è il mercato medievale qua dietro, in piazza San Francesco a giugno, ma è intermittente. Servono soluzioni che diano continuità. Anche l'Usl in via Nuova, una volta eliminato il distretto, ha smesso di darci una mano». Scettica sul futuro dell'area anche Gloria Martinelli, proprietaria di un fondo proprio in via del Fosso. «Qui siamo a sud del sud: un altro mondo. Sembra centro storico ma non lo è - dice la donna -. Questa è una zona morta, abbandonata. Che fare per rilanciarla? Tre, quattro anni fa si parlava della via della Seta (un progetto che nel 2010 avrebbe dovuto promuovere Lucca e la sua candidatura a patrimonio dell'Unesco, ndr) ma poi non se n'è fatto nulla: qui le case erano costruite in funzione della lavorazione della seta, e crearci un museo non sarebbe una cattiva idea».
C'è chi, invece, si accontenterebbe intanto di una segnaletica appropriata. «Vivo in questa zona da quattro anni e ho il negozio qui da un anno - afferma Simone Chelini, titolare di Mo'Room -. Penso che un marciapiede in più non guasterebbe, visto che c'è da un lato solo e per di più interrotto. Qualche cartello poi in via della Zecca, che segnali la via, affinchè i turisti, che specie d'estate sono numerosi, non abbiano difficoltà a raggiungerci. È un'area da sempre vocata al commercio, e qualche artigiano sta tornando a ripopolarla: servirebbe qualche incentivo da parte dell'amministrazione».
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