Il Tirreno

Lucca

chi ama non picchia 

Ho seguito il mio ragazzo per amore ma il suo era un amore malato

Dopo tanti anni ti ho ripreso in mano vecchio diario, e non ho potuto fare a meno di leggere le pagine che ho scritto anni fa, quando ero una ragazza spensierata e credevo nell’amore. Sognavo di...

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Dopo tanti anni ti ho ripreso in mano vecchio diario, e non ho potuto fare a meno di leggere le pagine che ho scritto anni fa, quando ero una ragazza spensierata e credevo nell’amore. Sognavo di trovare un uomo che mi amasse, iniziare una carriera e, dopo essermi fatta una posizione, sposarmi e costruire una famiglia. Ho conosciuto Marco al quarto anno di superiori: mi ha corteggiato tanto e dopo qualche mese abbiamo iniziato a frequentarci. All’inizio era fantastico, mi riempiva di attenzioni, mi faceva sentire bellissima, accanto a lui ero la persona più forte del mondo. I problemi sono iniziati dopo il diploma, quando mi sono impegnata per l’università. Marco non mi lasciava mai libera e se dovevo studiare, diventava aggressivo e mi offendeva. Dopo un po’ gli ho chiesto spiegazioni e lui, con tono dolce mi ha detto che non c’era bisogno di studiare: avrei potuto trovare lavoro vicino casa e avremmo rafforzato il nostro rapporto. Questa cosa mi ha destabilizzato perché sognavo di diventare una psicologa, di aiutare i giovani. Speravo di apportare il mio contributo così e ora che ero vicina all’obbiettivo, ero davanti a una scelta difficile. Decisi che potevo fare anche un lavoro più umile e accettai la proposta di Marco. I miei genitori non condivisero la scelta e i rapporti si incrinarono.

Trovai lavoro in un bar. Il giorno del mio 21º compleanno la sorpresa: il mio fidanzato aveva trovato una casa grande con un affitto basso, visto che entrambi lavoravamo, potevamo vivere insieme. Ero felicissima. I primi mesi di convivenza trascorsero molto bene, a parte qualche lite perché Marco pensava che lavorassi troppo e lo trascurassi. Poi le discussioni sono diventate insostenibili: ho lasciato il lavoro, tanto Marco guadagnava molto. Ho accettato di fare la casalinga e di prendermi solo cura del mio uomo. Una sera mentre ero in un pub con gli amici del liceo e lui era rimasto a casa per vedere la partita, ho ritardato ed è venuto nel locale: era arrabbiatissimo, è entrato nel pub e mi ha trascinato fuori di forza, senza dire una parola. I miei amici, increduli, mi hanno consigliato di lasciarlo, ma non sono riuscita a chiudere. Dopo questa lite mi ha promesso che non mi avrebbe più picchiato, ma da lì a poco ha iniziato a contare i soldi che spendevo e a arrabbiarsi se, per lui, facevo spese superflue; diventava violento e le sue botte mi lasciavano segni. Ieri l’ennesima litigata: ha esagerato e non potrò più iniziare una nuova vita. Sono l’ennesima vittima di un uomo che diceva di amarmi: alle donne dico che l’amore non può andare contro il rispetto. Un uomo che non vi rispetta non vi ama, fuggite al primo allarme, scegliete la vita!

(scritto da Giulia)

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