Il Tirreno

Lucca

I Due MoRTI SUll’A11 

Accertamenti sul luogo dell’incidente

Accertamenti sul luogo dell’incidente

La polstrada dovrà chiarire se il vecchio casello è piazzola di sosta

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LUCCA. L’autotrasportatore cinquantenne della provincia di Pistoia che era alla guida dell’autoarticolato posto all’altezza del vecchio casello autostradale di Carraia ad oggi non risulta iscritto nel registro degli indagati. La Nissan Micra su cui viaggiavano i due operai di un cantiere navale di Sestri Levante - Salvatore Abbate e Luigi Balzano, 50 anni, il primo residente a San Giorgio a Cremano, il secondo a Pisciotta in provincia di Salerno - si è andata a schiantare contro la parte posteriore del Tir. L’utilitaria è rimasta letteralmente schiacciata e l’autotrasportatore - che al momento del tremendo urto si trovava all’interno dell’abitacolo intento a riposarsi prima di rimettersi in viaggio - è subito sceso trovandosi di fronte ad un’immagine agghiacciante che non dimenticherà più per tutto il resto della sua vita con i poveri corpi dei due operai dilaniati all’interno delle lamiere accartocciate. Alla guida della Micra c’era Abbate che, probabilmente, per un malore o un colpo di sonno ha perduto il controllo visto che sull’asfalto non c’è traccia di frenata. Tutto risolto quindi? Nessun responsabile per quei decessi? In teoria invece potrebbe prefigurarsi un concorso di colpa in duplice omicidio colposo per il camionista pistoiese se dai controlli della polstrada dovesse emergere che il punto dove si è fermato il Tir, il vecchio casello dismesso di Carraia, non è considerato piazzola di sosta. Se così fosse il camionista non avrebbe dovuto fermarsi in quel luogo.

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