Sicurezza
Luci di Natale a rischio: paga solo il 40% dei negozi
di Barbara Antoni
Lo sfogo di Pasquini (Confcommercio): «Non aderiscono soprattutto i franchising»
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Rischia davvero di essere un Natale sottotono per il centro storico lucchese Lucca quello che si sta avvicinando. Un Natale senza luci o quasi: perché gran parte delle attività snobbano la luminaria tradizionale. Se ne infischiano, con motivazioni varie: a nulla è valso lo sforzo ulteriore di Confcommercio, che come sempre organizza l’illuminazione delle feste, di abbassare la quota singola di partecipazione dai 130 euro più Iva dell’anno scorso a 110 (più Iva) attuali. Idem lo sforzo del Comune di portare - dal 2016 - da 20 a 30.000 euro il proprio contributo. Niente da fare: ad oggi, un mese da Natale, le adesioni dei commercianti solo appena il 40 per cento.
Una bella figura per il centro storico toscano d’elezione per lo shopping, quello in cui vengono a far spese anche dalle città vicine. La strada più candidata a “stare al buio”, al momento, è proprio via Fillungo, regno dello shopping e anche (ormai) delle catene in franchising.
Senza tanti fronzoli, a mettere in piazza una situazione “atipica” per la città regina del commercio, è il direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara in persona: Rodolfo Pasquini. «Le ragioni di questo calo - dice - sono diverse, ma c’è un dato che balza agli occhi: le attività tradizionali sono sempre meno. E con le loro chiusure o delocalizzazioni, si assiste a un turnover che registra spesso l’arrivo di marchi globalizzati che non hanno alcun interesse a legarsi alla vita della città che li va ad accogliere. I dati in nostro possesso sono chiari: ci sono marchi e catene con più di un punto vendita nel centro storico. Quando va bene, aderiscono alle luci di Natale con uno solo, in altri casi con nessuno. Lo stesso accade più o meno per la Luminara di Santa Croce. Sulla base di queste riflessioni siamo costretti a rimarcare che quest’anno l’illuminazione natalizia è a rischio in alcune strade storiche del commercio lucchese, a partire da via Fillungo. Invitiamo i negozianti a compiere uno sforzo per evitare che accada». E dire, aggiunge sempre Pasquini, che «dovrebbe essere obbligatorio pensare alle luci di Natale. Se tutti pagassero la quota, sarebbe ancora inferiore ai 110 euro. Noi facciamo la nostra parte, mettendo a disposizione e pagando personale nostro per organizzare l’illuminazione, e così il Comune. Perché non la fanno i commercianti?».
Intanto, il montaggio delle luci è partito nelle strade in cui i commercianti hanno pagato la quota. Via San Paolino è la prima. «È nostra intenzione accendere l’illuminazione il 25 novembre - spiega la presidente del Centro commerciale naturale del centro storico (di Confcommercio) Simona Barsotti -. Contavamo di avere il centro tutto acceso per questa data, ma non sarà così. Mi auguro che lo sarà per l’8 dicembre». La maggior parte delle “defezioni” a partecipare alle luci di Natale, spiega anche Barsotti, viene dalle catene, «ma ci sono anche commercianti privati, singoli. Eppure ci lavoriamo da gennaio, abbiamo parlato tante volte con i franchising, abbiamo atteso i loro tempi, ma niente. Nessuno venga a dire che il problema è la spesa: basterebbe mettere da parte dieci euro al mese per avere i soldi per le luci di Natale. Al momento le adesioni sono al 40 per cento. Qualche commerciante giustifica la sua non adesione dicendo che non festeggia il Natale: magari però vende panettoni».
Le defezioni a raffica, spiega l’assessora al commercio Valentina Mercanti, «denotano poco attaccamento al territorio. Penso che le cose funzionano se c’è un lavoro di squadra; lavora Confcommercio, lavoriamo noi; spero che alla fine anche i commercianti facciano la loro parte».
Da Confcommercio intanto arriva un invito a contribuire alle luci di Natale anche ai cittadini o a quanti, seppure non commercianti, abbiano a cuore il clima natalizio della città. E il fatto anche, viene rimarcato, che le luci contribuiscono ad aumentare la sicurezza quando fa buio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una bella figura per il centro storico toscano d’elezione per lo shopping, quello in cui vengono a far spese anche dalle città vicine. La strada più candidata a “stare al buio”, al momento, è proprio via Fillungo, regno dello shopping e anche (ormai) delle catene in franchising.
Senza tanti fronzoli, a mettere in piazza una situazione “atipica” per la città regina del commercio, è il direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara in persona: Rodolfo Pasquini. «Le ragioni di questo calo - dice - sono diverse, ma c’è un dato che balza agli occhi: le attività tradizionali sono sempre meno. E con le loro chiusure o delocalizzazioni, si assiste a un turnover che registra spesso l’arrivo di marchi globalizzati che non hanno alcun interesse a legarsi alla vita della città che li va ad accogliere. I dati in nostro possesso sono chiari: ci sono marchi e catene con più di un punto vendita nel centro storico. Quando va bene, aderiscono alle luci di Natale con uno solo, in altri casi con nessuno. Lo stesso accade più o meno per la Luminara di Santa Croce. Sulla base di queste riflessioni siamo costretti a rimarcare che quest’anno l’illuminazione natalizia è a rischio in alcune strade storiche del commercio lucchese, a partire da via Fillungo. Invitiamo i negozianti a compiere uno sforzo per evitare che accada». E dire, aggiunge sempre Pasquini, che «dovrebbe essere obbligatorio pensare alle luci di Natale. Se tutti pagassero la quota, sarebbe ancora inferiore ai 110 euro. Noi facciamo la nostra parte, mettendo a disposizione e pagando personale nostro per organizzare l’illuminazione, e così il Comune. Perché non la fanno i commercianti?».
Intanto, il montaggio delle luci è partito nelle strade in cui i commercianti hanno pagato la quota. Via San Paolino è la prima. «È nostra intenzione accendere l’illuminazione il 25 novembre - spiega la presidente del Centro commerciale naturale del centro storico (di Confcommercio) Simona Barsotti -. Contavamo di avere il centro tutto acceso per questa data, ma non sarà così. Mi auguro che lo sarà per l’8 dicembre». La maggior parte delle “defezioni” a partecipare alle luci di Natale, spiega anche Barsotti, viene dalle catene, «ma ci sono anche commercianti privati, singoli. Eppure ci lavoriamo da gennaio, abbiamo parlato tante volte con i franchising, abbiamo atteso i loro tempi, ma niente. Nessuno venga a dire che il problema è la spesa: basterebbe mettere da parte dieci euro al mese per avere i soldi per le luci di Natale. Al momento le adesioni sono al 40 per cento. Qualche commerciante giustifica la sua non adesione dicendo che non festeggia il Natale: magari però vende panettoni».
Le defezioni a raffica, spiega l’assessora al commercio Valentina Mercanti, «denotano poco attaccamento al territorio. Penso che le cose funzionano se c’è un lavoro di squadra; lavora Confcommercio, lavoriamo noi; spero che alla fine anche i commercianti facciano la loro parte».
Da Confcommercio intanto arriva un invito a contribuire alle luci di Natale anche ai cittadini o a quanti, seppure non commercianti, abbiano a cuore il clima natalizio della città. E il fatto anche, viene rimarcato, che le luci contribuiscono ad aumentare la sicurezza quando fa buio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
