Il Tirreno

Lucca

Ladri assetati portano via 200 bibite dal chiosco

di Andrea Giorgi
Ladri assetati portano via 200 bibite dal chiosco

Lucca, nuovo colpo al bar di via della Macchia a Monte San Quirico: "Per accedere all’interno hanno divelto la grata della finestra rompendo il muro"

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LUCCA. «Se le cose non migliorano, tanto vale chiudere la baracca». È scoraggiata Michela Saccomanni, che da qualche anno si trova da sola a gestire il chiosco bar di via della Macchia a Monte San Quirico fondato nell’ormai lontano 1984 assieme al marito, attualmente invalido dopo una operazione chirurgica.

Un'esasperazione causata non solo dalla crescente difficoltà nel far quadrare i conti ogni mese e tenere testa ad un lento e costante calo delle vendite che si protrae oramai da moltissimi anni, ma soprattutto dallo stillicidio di infrazioni e piccoli furti subiti nottetempo, una lunghissima serie il cui ultimo episodio risale alla notte tra lunedì 20 e martedì 21 novembre.

D’altra parte via della Macchia si presta benissimo all’azione della microcriminalità: una lunga striscia di asfalto stretta tra il Serchio e la boscaglia che, se di giorno è abbastanza frequentata grazie agli impianti sportivi dove si allenano la Lucchese e molti ragazzi amatoriali di altre discipline, nottetempo diventa una terra di nessuno desolata e scarsamente desolata, dove chiunque può sentirsi libero di fare qualunque cosa.

Stiamo parlando perlopiù di ragazzate ma che, per la frequenza degli episodi, stanno diventando per Michela Saccomanni un problema non da poco. Anche perché, come capita spesso in questi casi, il danno materiale causato dall’infrazione è assai più consistente del valore della refurtiva, che stavolta ammonta a circa 200 euro in bibite: gli ignoti ed assetati ladri infatti, per accedere alla piccola stanza utilizzata come magazzino sul retro del chiosco, hanno divelto una pesante grata in ferro e sfondato il vetro della finestra retrostante, rovinando il muro e rendendo necessario un intervento di risistemazione in sede.

«Solo quest’anno era già successo altre due volte. – ricorda la titolare dell’esercizio pubblico – L’ultima volta hanno sfondato l’oblò della stanza di accesso al bar, la volta ancora prima invece era stata divelta una delle lamiere che formano il tetto, e da lì si erano poi calati all’interno. Qualche anno fa poi accadde un episodio assai più grave: qualcuno sfondò la porta del magazzino e, invece di prendere solo alcune bibite come accade di solito, portò via addirittura il frigorifero assieme ad altri oggetti di un certo valore. Ormai cerchiamo di tenere qui veramente il minimo indispensabile per aprire il giorno successivo, ma i furfanti non sembrano avere intenzione di demordere».

Una lista di infrazioni che, volendo andare ancora più indietro negli anni, diventa preoccupantemente lunga, andando a contare addirittura decine di episodi. Abbastanza da far allargare le braccia anche ad una come Michela che, dopo una vita passata dietro al bancone del bar, si direbbe una persona capace a far fronte ad ogni situazione, ma per cui ormai la mattina al momento della apertura controllare che di notte non sia successo nulla è diventata parte dei una triste routine, in un misto di rassegnazione e rabbia.

Sul furto stanno svolgendo accertamento le forze dell’ordine impegnate con organici non più sufficienti ormai da decenni a contrastare piccoli crimini che rendono insicura la convivenza civile e creano danni non di poco conto ai negozianti e agli abitanti della zona.
 

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