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Lucca

«Fu il primo a parlare di sviluppo turistico»

«Fu il primo a parlare di sviluppo turistico»

Micheletti ricorda la rosa donata a ogni donna che dormiva in hotel. Barsotti e il regalo al figlio malato

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LUCCA. Tra i primi ad arrivare in chiesa è l’ex assessore Pietro Rugani. Ottantadue anni, consigliere comunale tra il 1970 e la metà degli anni Ottanta: «Di quella stagione politica siamo rimasti in pochi. Ci lascia una persona perbene. La magistratura gli fece un torto con una condanna per inquinamento ambientale superiore ai sei mesi che cadde in Appello. Fu incriminato per un tubo della rete fognaria rotto. Assurdo». Giancarlo Barsotti, professore universitario, in politica nelle file Dc dal 1978 al 1988 e assessore della giunta Baccelli, ci tiene a sottolineare il lato umano prima ancora delle doti politiche di Baccelli: «Ero preoccupato per mio figlio piccolo che stava male. Un giorno mi vedo arrivare a casa Piero con un piccolo regalino per il bambino. Un gesto spontaneo e sincero che a distanza di tempo mi viene in mente e mi commuove. Perché Baccelli, ma anche la maggior parte dei politici di quella generazione aveva un grande rispetto per tutti». La dialettica, la facilità di contatto con le persone era uno dei punti di forza dell’allora sindaco. Grande appassionato di cinema e di arte, non disdegnava di far visita agli artisti in scena al teatro del Giglio che poi cenavano «da Giulio» come, ad esempio, Vittorio Gassman. Arturo Lattanzi ex presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio: «Lo conobbi nel 1985 in occasione dell’inaugurazione del Centro direzionale di Guamo. Era assieme all’ex ministro Goria. Mi colpì subito per il senso dell’umorismo assai lontano dallo spirito dei politici di oggi». Fu il primo sindaco a parlare apertamente di turismo come opportunità di crescita per Lucca come ricorda Tommaso Micheletti, capo di gabinetto ante litteram che fu incaricato da Baccelli di gettare le basi per uno sviluppo del settore: «Era il 1987 e mi convocò nel suo ufficio incaricandomi di mettere in piedi il centro di accoglienza turistica. Mi disse che dopo l’industria e il commercio era il terzo punto di forza dell’economia cittadina in quel settore c’erano potenzialità illimitate. In quella stagione si tenne a Lucca il primo raduno nazionale dei camper. Per accogliere al meglio i turisti che pernottavano nelle strutture alberghiere la giunta dispose che ogni hotel facesse dono di una rosa a tutte le donne». Una persona mite che faceva del dialogo una sorte di missione: «Era un eccezionale mediatore – ricorda Osvaldo Bertuccelli, presidente Asl e assessore Dc a Capannori negli anni Ottanta – capace di riappacificare le persone all’interno di un partito dilaniato dalla lotta correntizia». «La condanna per quella vicenda di inquinamento ambientale fu il momento di maggiore amarezza della sua vita politica e professionale. – prosegue l’ex sindaco di Capannori dalla fine degli anni Novanta all’inizio degli anni Duemila, Michele Martinelli - La visse come una profonda ingiustizia, ma non portò mai rancore». «Aveva una mentalità e lungimirante. – chiude la carrellata dei reduci della Balena Bianca, l’ex sindaco di Capannori degli anni Ottanta, Olivo Ghilarducci – Creò la Lucense, la società pubblico-privata che opera nei settori della ricerca industriale, dello sviluppo sperimentale e del trasferimento tecnologico, che 30 anni dopo è un ancora un riferimento per gli operatori di settore». Franco Fabbri, esponente di spicco dell’allora Psi, non poteva mancare ai funerali: «Aveva due doti naturali: sapeva entrare in empatia con le persone e uno spiccato senso dell’umorismo. Paragonarlo a un politico lucchese dei nostri giorni? Lui aveva un grado di esperienza tecnica-amministrativa e politica che oggi non vedo in giro. Un altro Piero Baccelli deve ancora nascere»

Luca Tronchetti

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