Il dolore
Anti dumping alla Cina: l’ok di Confindustria
La notizia era attesa: l’Unione europea ha fatto propria la posizione italiana e ha approvato un nuovo regolamento che conserva la possibilità di applicare anche alla Cina misure anti-dumping. Il...
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La notizia era attesa: l’Unione europea ha fatto propria la posizione italiana e ha approvato un nuovo regolamento che conserva la possibilità di applicare anche alla Cina misure anti-dumping. Il dumping praticato dalla Cina escludeva tassativamente, a giudizio delle industrie e anche dei governi italiani succedutisi negli anni, che al paese asiatico venisse riconosciuto lo status di economia di mercato (Mes). Un riconoscimento che avrebbe reso impraticabile l’applicazione di qualsiasi misura per la regolazione dei flussi delle merci dalla Cina. Confindustria è sempre stata particolarmente impegnata nella battaglia contro il dumping cinese e al suo interno le industrie manifatturiere del territorio di Confindustria Toscana Nord sono fra quelle che hanno espresso maggiore contrarietà a questa prospettiva.
«Concordiamo pienamente con quanto dichiarato dal ministro Calenda, che nel commentare il nuovo regolamento europeo anti-dumping parla di un risultato non ottimale ma il migliore possibile nel contesto di riferimento - commenta Francesco Marini Consigliere delegato di Confindustria Toscana Nord per l’internazionalizzazione e la crescita -. È vero, ciò a cui si è giunti non è la soluzione di tutti i problemi ma è un passo importante sul piano materiale e anche simbolico, oltre che un successo per l’industria italiana e per il paese».
«Concordiamo pienamente con quanto dichiarato dal ministro Calenda, che nel commentare il nuovo regolamento europeo anti-dumping parla di un risultato non ottimale ma il migliore possibile nel contesto di riferimento - commenta Francesco Marini Consigliere delegato di Confindustria Toscana Nord per l’internazionalizzazione e la crescita -. È vero, ciò a cui si è giunti non è la soluzione di tutti i problemi ma è un passo importante sul piano materiale e anche simbolico, oltre che un successo per l’industria italiana e per il paese».
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