Italia
Concertone bis l’11 luglio 2018 sull’ex Balilla
L’annuncio del patron D’Alessandro Primo concerto del Summer il 26 giugno
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LUCCA. Fermatevi un attimo: carta e penna alla mano. O telefonino. Appuntarsi la data: 11 luglio 2018. È il giorno in cui Lucca vivrà l’esperienza del suo secondo “concertone”, il suo secondo viaggio moderno (e musicale) nella storia. Non saranno i Rolling Stones, ovviamente. Sarà una band, non un singolo: è la sola concessione, insieme alla data, a cui si lascia andare Mimmo D’Alessandro, patron del Summer Festival e ideatore del primo grande evento (unique, unico, come sarà il secondo) sugli spalti del campo Balilla. Nemmeno quarantotto ore fa, l’amministrazione comunale di Lucca, dopo non poche valutazioni, ha dato l’ok al rinnovo della convenzione quinquennale col Summer, che comprende anche «almeno due eventi straordinari» che D’Alessandro è già pronto. «A fine novembre annuncerò il grande evento, entro il 4 dicembre partirà la prevendita: il biglietto per il concerto potrà essere un bel regalo di Natale per molti», dice il promoter.
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Il rinnovo della convenzione è andato in porto. Soddisfatto?
«Sì, anche se sono un po’ amareggiato. Il rinnovo doveva essere automatico. Tutte queste sceneggiate creano solo malumore... Della convenzione comunque lo so dai giornali. Aspetto di firmarla».
Il testo dell’accordo riporta che la manifestazione si articolerà fra giugno e luglio. Quindi il Summer non sarà più solo a luglio.
«Infatti il primo concerto del Summer 2018 ci sarà il 26 giugno».
Cosa significa, sempre secondo la convenzione, che ci sarà uno spettacolo con biglietto non superiore a 5 euro?
«Sarà l’equivalente del concerto gratuito che abbiamo offerto finora in ogni edizione del Summer. La nuova legge sulla sicurezza impone di sapere quanta gente c’è: per questo dobbiamo inserire un biglietto simbolico. Sarà il concerto di un artista italiano. E sarà di qualità, come finora del resto».
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Almeno uno spettacolo del Summer, per i prossimi cinque anni, dovrà essere collegato «con la vicenda musicale di Lucca». Celebrerà Puccini, quindi?
«Certo. E poi per me Puccini è un artista rock. Non a caso gli Stones hanno parlato di Puccini, i Kasabian, al Summer 2017, hanno aperto con “Nessun dorma”. Nei prossimi anni ci sarà un concerto con un artista che citerà Puccini, o Catalani. Tutto qua: non voglio entrare nel lavoro degli altri».
L’accordo rinnovato sancisce il ritorno del Winter Festival. Un bel successo.
«Mi piaceva molto il Winter Festival. È soprattutto merito dell’assessore Stefano Ragghianti se dal 2018 potrà tornare, lo ringrazio per questo. Nel Winter abbiamo sempre fatto concerti di grande qualità. David Crosby, De Gregori, Fiorella Mannoia, Dennis Taylor per citarne alcuni».
Ad oggi solo il teatro del Giglio può ospitare concerti invernali. Ma se da qui a qualche tempo fossero disponibili spazi adeguati nell’ex Manifattura, nel Carmine, li prenderebbe in considerazione?
«Gli spazi per la cultura sono sempre benvenuti. E poi io sono un sognatore e spero sempre che Lucca si arricchisca di nuovi spazi. Come fa a voler essere città della musica se non ha i luoghi per farla? Per ora c’è solo un teatro da seicento posti».
Cosa può dirci del concertone bis di luglio 2018?
«Con gli Stones, Lucca è passata alla storia, un evento del genere è unico, irripetibile. Cercheremo di fare qualcosa di simile per il secondo, ma sarà impossibile».
La convenzione mette un paletto a 45.000 spettatori per l’evento sugli spalti. Con gli Stones è arrivato a 56.000. Cosa pensa del nuovo limite?
«Sono ospite e mi adeguo. Ma il taglio giusto era quello degli Stones, seppure con qualche accorgimento da apportare. Se i biglietti saranno inferiori di numero, potranno aumentare di importo. E così ci saranno nuove polemiche».
Va in vacanza dopo tutto questo gran lavoro?
«Niente vacanze, non me le posso permettere. Ho molto lavoro da fare, e po chi si ferma è perduto: lo dico da partenopeo. Anche un po’ lucchese».
Già, lucchese. La cittadinanza onoraria di Lucca le farebbe piacere?
«Io sono cittadino del mondo. Se sono a Lucca, sono lucchese, se mi trovo a Milano sono milanese. Vengo da una famiglia molto povera e la mia ricchezza è l’educazione che mi ha dato mio padre. Mi diceva: “Quando prendi qualcosa, fallo solo se te lo danno col cuore”. Così la penso anche per la cittadinanza onoraria di Lucca».
Chi le ha telefonato quando è stato annunciato il rinnovo della convenzione?
«Mi ha chiamato il mondo, molti commercianti tra i primi. Stamani (ieri mattina, ndr) sono andato a correre sul mare: alcune persone mi hanno riconosciuto e mi hanno fermato per complimentarsi. Questa sì che è una grande soddisfazione. Sono felice quando riesco a far felice le persone, a dare emozioni».
Nel 2018 organizzerà anche concerti all’ex Bussoladomani di Lido di Camaiore?
«Ci stiamo lavorando. Non dico che li faccio finché non sono sicuro. Ora sono concentratissimo su Lucca. È diventato un brand così importante. Ovunque vada, con la maglietta del Summer indosso, tutti mi dicono “Lucca? Ah, Summer Festival”. I lucchesi devono esserne orgogliosi, è una cosa bella, positiva».
Lei è diventato è il maggior promotore turistico di Lucca. Ci sono stilisti che hanno aperto boutique qui perché è la città “dei Rolling Stones”.
«I concerti sono un motore del turismo, certamente. A parte gli invidiosi e i cattivi, l’hanno capito in molti che il Summer fa aumentare il pil della città».
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