Il Tirreno

Lucca

Aido, c’è il presidente e l’attività può continuare

di Marco Tirinnanzi
Aido, c’è il presidente e l’attività può continuare

Raccolto l’appello di Vinicio Fruzzetti, storico leader dei donatori di organi A guidare l’associazione sarà Arturo Giannoni: «Per me è la prima volta»

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LUCCA. Un accorato appello a cui qualcuno, quasi inaspettatamente, ha risposto. Mancava un presidente all'Aido (Associazione italiana donazione organi, tessuti e cellule) di Lucca (che comprende anche Mediavalle e Garfagnana), poiché Vinicio Fruzzetti, alla guida dell'associazione costituita nel 1978, aveva, a novembre di quest'anno, già esaurito due mandati e, da statuto, non poteva più ripresentarsi.

L'ex presidente allora, per evitare la chiusura definitiva della sezione provinciale lucchese, dopo l'onta subita del commissariamento nel maggio del 2017, aveva inviato alla stampa una lettera in cui invitava i soci e la cittadinanza a farsi avanti per prendere le redini dell'Aido: quattro accettano la "sfida" e tra loro, viene scelto Arturo Giannoni.

Una prima volta in assoluto nel campo del volontariato per l'ex presidente regionale dell'associazione edile, eletto il 14 novembre scorso. «Non ho una storia densa da raccontare come quella del mio predecessore - spiega Giannoni -: io sono fuori da questo mondo. Ho visto la lettera e ho capito che Fruzzetti “cercava un trapianto per riportare alla vita qualcosa che stava morendo”. Mi sono detto: perché no? E subito ho preso la tessera. È una strada nuova, ma trovare la tua vita dentro la vita degli altri è qualcosa di magnifico. Poi c'è Vinicio, e so che in ogni momento potrò contare su di lui».

L'Aido dopo un periodo di sbandamento, è pronta a guardare avanti, e lancia una nuova iniziativa. «Già da lunedì, dopo un incontro andato a buon fine con il provveditore agli studi di Lucca Donatella Bonriposi - spiega il nuovo presidente - ci vedremo con gli istituti scolastici superiori di Lucca: l'obiettivo è quello di sensibilizzare non solo i ragazzi, ma anche le loro famiglie, su un tema importante come quello del trapianto di organi».

Fruzzetti però, che ricopre adesso il ruolo di vicepresidente vicario, non dimentica i momenti bui che l'associazione ha dovuto attraversare. «Mi sono recato anche in consiglio regionale per cercare una soluzione, ma mi hanno detto che se non si trovava un presidente potevamo anche scioglierci - commenta -: io ero disposto a ricandidarmi ma lo statuto lo vietava. L'organigramma è rimasto lo stesso, coi consiglieri e il tesoriere. Solo a Lucca siamo 3.370 soci, 6.300 su tutta la Provincia. Fare il presidente prima era difficile: ti chiamavano a tutti i minuti del giorno e della notte, adesso invece svolgiamo un ruolo di coordinamento. Per fortuna abbiamo trovato Giannoni, disposto a prendere in mano la situazione».

Il prosieguo di un'opera che sicuramente avrebbe fatto piacere a Maria Eletta Martini. «Insieme all'allora vicepresidente della Camera, negli anni ’70, abbiamo lottato per consentire che nella nostra città si potessero effettuare trapianti di cornea a Campo di Marte - ricorda Fruzzetti -. Qua è nata la storia del volontariato: quando ce n'era bisogno salivamo con la barella a piedi su per il vecchio ospedale Galli Tassi. Chiudere l'Aido sarebbe stato come mettere una pietra sopra il passato, e il presente, di Lucca».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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