Il Tirreno

Lucca

Photolux naviga il Mediterraneo

di Rossella Lucchesi
Photolux naviga il Mediterraneo

Al via la biennale internazionale di fotografia 24 mostre, 65 fotografi e migliaia di scatti

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LUCCA. Parte sotto i migliori auspici l’edizione 2017 di Photolux Festival, la biennale internazionale di fotografia in programma a Lucca da oggi al 10 dicembre. Un evento che ogni volta suscita maggiore interesse da parte degli appassionati e degli addetti ai lavori che arrivano sempre più numerosi da ogni parte del mondo, attratti da proposte di altissimo livello artistico. Anche quest’anno ci si aspetta una grande affluenza di pubblico, probabilmente superiore a quella delle edizioni precedenti. D’altra parte la qualità dell’iniziativa ormai ha assunto dimensioni stratosferiche e gli artisti fanno a gara per parteciparvi con le loro opere esclusive e inedite.

Mare nostrum. E poi c’è il tema portante del progetto di quest’anno a fare da traino, scelto dagli organizzatori perché di grande attualità e soprattutto perché, in qualche modo, riguarda da vicino un po’ tutti i Paesi europei. L’argomento in questione non poteva che essere “Il Mediterraneo”, definito dallo scrittore Pedrag Matvejevic “un immenso archivio e un profondo sepolcro”. «Una scelta dettata dall’attualità, dalla necessità di scoprire e comprendere ciò che sta realmente succedendo intorno a noi», spiega Enrico Stefanelli, fondatore e direttore artistico di Photolux, che aggiunge «il Mediterraneo è lo scenario nel quale in questi ultimi tempi si sta consumando l’emergenza umanitaria legata ai sempre più intensi flussi migratori verso le coste europee e che si presenta come uno dei drammi umani più gravi per le sue proporzioni, in termini di soggetti coinvolti e anche per le complesse ripercussioni sul sistema di valori e sull’identità dell’Europa». Parte dunque da queste riflessioni l’idea di concentrare buona parte della mostra di Photolux su questo argomento. L’esposizione sarà quindi un focus sui fotografi del Mediterraneo e su quelli che del “mare nostrum” hanno fatto l’oggetto del proprio sguardo, andando ad analizzare e ritrarre spaccati di civiltà.

Non solo immagini. Ma Photolux 2017 è anche molto altro, come testimoniano le iniziative spalmate nelle più prestigiose location del centro storico di Lucca, supportate dalla fondazione Cassa di Risparmio e in collaborazione con numerose realtà territoriali che hanno fatto sì che l’evento spiccasse il volo verso orizzonti lontani. A sancire l’interesse verso quello che ormai è diventato uno degli appuntamenti principe del calendario culturale lucchese, la presenza alla presentazione dell’iniziativa delle istituzioni locali e di celebrità internazionali che attireranno a Lucca il pubblico delle grandi occasioni. Che potrà ammirare molte foto anche nelle vetrine dei negozi del centro che collaborano al progetto.

Le mostre. Impossibile elencare tutte le mostre (24 per 65 fotografi e migliaia di scatti) e anche i numerosi workshop disponibili sul sito www.photoluxfestival.it.

Da non perdere “Emigrazioni” collettiva inedita a palazzo Ducale promossa da Stefanelli con Flavio Arensi, Chiara Dall’Olio e Chiara Ruberti che ripercorre le rotte che hanno solcato il Mediterraneo. In “Lybia the captain and me” Francesco Fossa ripercorre i passi del nonno alpino negli anni Trenta, mentre con “Heritage Natif” Marie Hudelot ritrae le proprie origini franco-algerine. Ospite d’onore di quest’anno Bernard Plossu con la mostra “L’heure immobile. Metaphysique méditérranéenne” a villa Bottini che ritrae un Mediterraneo misterioso e metafisico. E poi “Vestiges di Josef Koudelka, maestro del fotogiornalismo e testimone oculare della Primavera di Praga del ’68, E ancora le accademie militari di Paolo Verzone con “Cadetti”.

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