Il Tirreno

Lucca

Il sindaco che ci restituì tutte le Mura

di Luca Cinotti
Il sindaco che ci restituì tutte le Mura

Morto a 89 anni, fu primo cittadino nel periodo fra il 1985 e il 1988

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LUCCA. In un cognome la storia, politica e non solo, della città. A Lucca ci sono famiglie intrecciate a doppio filo con le istituzioni, famiglie decisive nello sviluppo per portare la città a essere quella che conosciamo oggi. Piero Baccelli, morto ieri mattina all’età di 89 anni è parte integrante di questa doppia storia, familiare e cittadina.

La massima carica pubblica la raggiunse nel 1985, quando divenne sindaco di Lucca. Ma Piero, di professione geometra, la politica in casa l’aveva respirata fin da bambino. Il padre Italico, architetto e insegnante al “Passaglia” era stato presidente della Provincia nel Dopoguerra e poi sindaco di Lucca fra il 1960 e il 1965. Lo zio Quirino fu segretario della Dc locale e poi parlamentare per due legislature. Fra il 1962 e il 1966 ricoprì anche la carica di presidente della Lucchese.

Piero Baccelli ebbe un cursus honorum di tutto rispetto all’interno dello scudo crociato, che a Lucce veleggiava oltre il 50%. Fu assessore ai lavori pubblici nelle giunte dei sindaci Giovanni Martinelli e Mauro Favilla e poi, dal 1979 al 1985, presidente della Camera di Commercio.

A primavera di quell’anno, in vista delle elezioni comunali, la Dc lo inserì come capolista. Un’investitura o quasi verso il ruolo di sindaco, che allora veniva conferito dal consiglio comunale e non direttamente dai cittadini. Il deus ex machina della candidatura di Baccelli era stato Piero Angelini. Entrambi facevano parte (come anche Favilla) della corrente di Forze Nuove, ma fra loro c’era anche un legame familiare: Baccelli aveva infatti sposato Piera Angelini, sorella di Piero, morta pochi anni fa.

La Dc, nonostante un lieve calo elettorale, riuscì a portare alla poltrona di sindaco Baccelli, alla guida di una coalizione pentapartito con Psi, Psdi, Pri e Pli. Vicesindaco fu nominato il socialista Franco Fabbri, che ricorda con commozione quell’esperienza: «Non fu molto lunga, ma riuscimmo a fare cose importanti per la città. Su tutte la chiusura completa delle Mura alle automobili. Grazie alla nostra azione pedonalizzammo la salita del Caffè delle Mura e, in città, chiudemmo al traffico piazza San Frediano e regolammo la circolazione in via dei Borghi. Avremmo voluto anche togliere le auto da piazza Napoleone, ma a quei tempi c’erano troppe resistenze».

Fra gli eventi che si ricordano di quel periodo la visita del presidente della Repubblica Francesco Cossiga, nel 1986: fu la prima - in epoca repubblicana - di un Capo dello Stato nella nostra città.

La giunta Baccelli durò fino al 1988, quando venne costretto a dimettersi a causa di un’indagine e di una condanna del pretore per una vicenda di inquinamento dell’acqua. Da queste accuse Baccelli venne completamente assolto in appello e nel 1991-1992 ricoprì il ruolo di presidente della Provincia di Lucca.

Insieme alla moglie Piera ha avuto due figli. Luca è professore ordinario di filosofia del diritto all’università di Camerino. Stefano ha seguito le orme del padre in politica. Impegnato nel centrosinistra è stato per due mandati presidente della Provincia e ora siede in consiglio regionale fra le fila del Partito Democratico.

Alla famiglia Baccelli, a Luca e a Stefano, giungano le condoglianze della redazione del Tirreno di Lucca.

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