Il Tirreno

Lucca

Assediata da false clienti che rubano borse e vestiti

di Federica Scintu
Assediata da false clienti che rubano borse e vestiti

Saida Del Porto, titolare di Vicolosancarlo, è allo stremo: i furti non si contano più «Adesso installerò le telecamere e se non basteranno ricorrerò a un bodyguard» 

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LUCCA. Passa anche dagli occhi arrabbiati di Saida Del Porto, fisico minuto che nulla ha a che fare con la sua decisa personalità, la protesta dei commercianti del centro storico sempre più assediati dai furti. Lei, titolare del negozio di abbigliamento da donna “Vicolosancarlo” di via Cenami, a un tiro di schioppo da piazza San Michele, fa un rapido calcolo: «Nell’ultimo periodo mi avranno fatto visita almeno tre volte – dice sconsolata – la scorsa settimana una donna ha portato via una borsa da trecento euro: era esposta qui – dice indicando un appendiabiti – e se l’è portata via nascondendosela sotto al cappotto. Pochi giorni prima un’altra aveva preso di mira il reparto maglieria: e qui ci sono maglie che costano anche più di cento euro. Ovviamente si parla sempre e solo di ladre perché la mia clientela è composta esclusivamente da donne». Già donne. Tutte donne ladre che, dal racconto della commerciante, non si limitano solo a puntare la pregiata merce appesa alle grucce ma anzi prendono di mira anche borse e portafogli di proprietà delle clienti. «Una volta una ladra ha approfittato della distrazione di una nostra cliente che si era girata un attimo – racconta Saida – per portarle via dalla borsa poggiata su un tavolino il portafoglio. Per fortuna è caduta per terra una carta di credito quindi ci siamo accorte che le era stato rubato lì. Io ho inseguito la donna che era appena uscita fuori dal negozio e alla fine lei l’ha tirato fuori. In quel caso è finita bene però non sono belle esperienze: avevo un gran batticuore. Per non parlare di tutti quei casi in cui non ce ne accorgiamo che purtroppo continuano a essere la maggior parte. Ecco perché dalla prossima settimana installerò le telecamere: sono veramente stufa, voglio vederle in faccia queste ladre! E se non si placano nemmeno così – conclude - dovrò assumere un bodyguard da tenere di guardia all’ingresso».

Una situazione che, a sentire il racconto della titolare di Vicolosancarlo, che ha aperto la sua attività da oltre quindici anni, si è fatta intollerabile. «Oggi faccio fatica a riconoscere il centro storico – racconta – negli ultimi anni i furti sono notevolmente aumentati. Ho deciso di installare le telecamere perché spero che siano un deterrente, che mi aiutino a tutelare il mio negozio e le mie clienti. E comunque non abbiamo altri modi per difenderci. Anche perché spesso poi sono persone insospettabili quelle che rubano – continua Saida – che per giunta sono diventate sempre più scaltre e svelte». Il negozio infatti, non ha un’ampia metratura eppure per la titolare e la sua collega purtroppo non è semplice tenerlo sotto controllo. Anche perché chi mette a segno i furti sa bene come muoversi. «Sono pronte ad approfittare delle più piccole distrazioni – spiega ancora Saida –, intanto chi ha intenzione di rubare entra solo quando nel negozio ci sono almeno cinque o sei persone. Basta che io sia impegnata a far vedere dei vestiti e che la mia collega stia facendo altrettanto con un’altra cliente che, appena diamo le spalle a una determinata ala del negozio, ecco che loro raccattano quello che c’è più vicino. Poi non si sa come mai sono sempre delle donne delle quali, a posteriori, non riesci a ricordare i lineamenti. Riescono a camuffarsi senza farti notare che si stanno camuffando. Non so come fanno però è così. Io ormai non li conto nemmeno più gli ammanchi di merce so solo che non possiamo più tollerare questa situazione».

Borse e vestiti che spariscono, che finiscono negli armadi di qualche cliente insospettabile o cappotti e maglioni destinati a essere rimessi sul mercato e chissà a quali cifre. Il profilo delle ladre non è sempre lo stesso e Saida, dal canto suo, prova a tracciarne similitudini e differenze. «Non sono sempre giovani ragazze come sarebbe più facile pensare – spiega – anzi è capitato anche di beccare donne di mezza età. C’è quella “malata” di shopping che vuole a tutti i costi quel capo d’abbigliamento e allora lo ruba per sé e l’altra che invece fa razzìa, spesso di più capi, e che quindi è più probabile che qualcosa rivenda».

La memoria di Saida poi va al passato quando in via Cenami una donna rubò vestiti non solo nel suo negozio ma anche in quelli accanto. Un caso eclatante culminato con l’intervento della polizia che aveva fermato la ladra. «Ricordo – dice - che questa finta cliente era entrata in negozio e che aveva piazzato il passeggino con la bimba sopra davanti al camerino. Ricordo anche che mi aveva colpito il fatto che prendesse di fretta molti capi d’abbigliamento da provare e che il passeggino fosse pieno di borse e buste che arrivavano quasi al pavimento. Comunque la feci entrare. Lei poi, con la stessa velocità con cui era entrata, andrò via senza prendere nulla o meglio senza pagare nulla di ciò che aveva preso». Perché a Saida qualcosa non tornava e così diede una rapida occhiata per vedere se mancava qualcosa. Era proprio così. «Uscii di corsa per tentare di fermarla e vidi una volante della polizia davanti a un altro negozio – racconta – stavano ammanettando quella donna perché non aveva rubato solo da me e il titolare di un negozio accanto al mio aveva chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Era successo tutto davanti a quella povera bambina di cui la donna si serviva per avere l’alibi di insospettabile». A Saida venne restituita la sua merce. Un caso avvenuto molto tempo fa e che resta un’eccezione.

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