La manifestazione
Urla e rifiuti, l’ex “gioiello” è sotto assedio
di Rossella Lucchesi
Esasperati i residenti di piazza Sant’Alessandro «In tanti hanno paura di subire ritorsioni»
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LUCCA. Urla, schiamazzi, rifiuti ed escrementi umani sparsi ovunque, persino sui gradini e negli androni delle abitazioni. Non ne possono più gli abitanti di piazza Sant’Alessandro, costretti da tempo a fare i conti con uno stato di degrado «ormai insostenibile, dicono, nonostante le ripetute sollecitazioni di intervento alle istituzioni e alle forze dell’ordine che sembrano fare orecchie da mercante di fronte alle nostre segnalazioni».
In effetti la situazione della zona, a due passi dalla centralissima piazza Napoleone è, a dir poco, imbarazzante. I fatti si verificano soprattutto nelle ore notturne, per intensificarsi nel fine settimana, quando la movida si fa più pressante. E spesso genera episodi incresciosi che sconfinano nell’indecenza. A denunciare questo stato di abbandono e di inciviltà sono due residenti, Claudio Giurlani e Riccardo Cesaretti che si fanno portavoce degli abitanti di quella piccola piazza che un tempo era un vero gioiello del centro storico di Lucca, ridotta ormai a una discarica a cielo aperto, con sacchetti dei rifiuti abbandonati ovunque e i portoni delle case, così come i muri della chiesa, usati come vespasiani. E addirittura l’antica fontana come water close, da “ripulire” col getto dell’acqua.
Sono stanchi gli abitanti di assistere ai ripetuti episodi di inciviltà nei confronti di quella che è ormai diventata terra di nessuno, dove la sera si deve fare attenzione a transitare, ricordandosi di tenere chiuse porte e finestre per evitare il lancio di bottiglie e lattine. A niente sono serviti rimproveri e grida dalle finestre all’indirizzo dei vandali che spesso hanno reagito in malo modo. Addirittura con offese e minacce, cosa che ha indotto alcune famiglie all’omertà «spinte, spiegano Giurlani e Cesaretti, dal timore di ritorsioni e atti di bullismo, soprattutto verso le figlie minorenni». Più volte è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine «ma, proseguono i due residenti, raramente sono arrivate e sempre quando i maleducati se n’erano andati, lasciando sulla scena il frutto di bagordi, ma anche escrementi e schifezze d’ogni genere, spesso sui portoni delle case. Che dobbiamo rimuovere con detersivi e disinfettanti». Una situazione deplorevole della quale sono stati messi al corrente anche il sindaco Tambellini e l’assessore Raspini. «Purtroppo senza successo, malgrado le loro rassicurazioni di interventi che finora non hanno sortito nessun effetto positivo». Una vicenda che si fa sempre più inquietante, mentre aumentano insicurezze e rabbia e ci si chiede perché non si prendano provvedimenti, magari con frequenti passaggi di delle forze dell’ordine e di agenti in borghese oppure con l’installazione di una telecamera. Eppure è stato presentato anche un esposto ai carabinieri con i nomi di alcuni soggetti riconosciuti dai residenti quali responsabili di atti vandalici, ma nulla è stato fatto. «Regna purtroppo la mentalità del silenzio e della rassegnazione che serviranno soltanto a peggiorare la situazione e a trasformare quello che era il “salotto buono della Toscana” in una sorta di Bronx».
In effetti la situazione della zona, a due passi dalla centralissima piazza Napoleone è, a dir poco, imbarazzante. I fatti si verificano soprattutto nelle ore notturne, per intensificarsi nel fine settimana, quando la movida si fa più pressante. E spesso genera episodi incresciosi che sconfinano nell’indecenza. A denunciare questo stato di abbandono e di inciviltà sono due residenti, Claudio Giurlani e Riccardo Cesaretti che si fanno portavoce degli abitanti di quella piccola piazza che un tempo era un vero gioiello del centro storico di Lucca, ridotta ormai a una discarica a cielo aperto, con sacchetti dei rifiuti abbandonati ovunque e i portoni delle case, così come i muri della chiesa, usati come vespasiani. E addirittura l’antica fontana come water close, da “ripulire” col getto dell’acqua.
Sono stanchi gli abitanti di assistere ai ripetuti episodi di inciviltà nei confronti di quella che è ormai diventata terra di nessuno, dove la sera si deve fare attenzione a transitare, ricordandosi di tenere chiuse porte e finestre per evitare il lancio di bottiglie e lattine. A niente sono serviti rimproveri e grida dalle finestre all’indirizzo dei vandali che spesso hanno reagito in malo modo. Addirittura con offese e minacce, cosa che ha indotto alcune famiglie all’omertà «spinte, spiegano Giurlani e Cesaretti, dal timore di ritorsioni e atti di bullismo, soprattutto verso le figlie minorenni». Più volte è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine «ma, proseguono i due residenti, raramente sono arrivate e sempre quando i maleducati se n’erano andati, lasciando sulla scena il frutto di bagordi, ma anche escrementi e schifezze d’ogni genere, spesso sui portoni delle case. Che dobbiamo rimuovere con detersivi e disinfettanti». Una situazione deplorevole della quale sono stati messi al corrente anche il sindaco Tambellini e l’assessore Raspini. «Purtroppo senza successo, malgrado le loro rassicurazioni di interventi che finora non hanno sortito nessun effetto positivo». Una vicenda che si fa sempre più inquietante, mentre aumentano insicurezze e rabbia e ci si chiede perché non si prendano provvedimenti, magari con frequenti passaggi di delle forze dell’ordine e di agenti in borghese oppure con l’installazione di una telecamera. Eppure è stato presentato anche un esposto ai carabinieri con i nomi di alcuni soggetti riconosciuti dai residenti quali responsabili di atti vandalici, ma nulla è stato fatto. «Regna purtroppo la mentalità del silenzio e della rassegnazione che serviranno soltanto a peggiorare la situazione e a trasformare quello che era il “salotto buono della Toscana” in una sorta di Bronx».
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