Sicurezza
Recupero Carignano i tempi si allungano
Annullata la proroga triennale al regolamento urbanistico Per i piani attuativi dei privati si segue l’iter della variante
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LUCCA. Il Comune annulla la delibera per la proroga del regolamento urbanistico: i piani attuativi per il recupero dell’ex ospedale di Carignano e di un immobile a Massa Pisana dovranno essere inseriti in variante.
La commissione urbanistica riunitasi mercoledì aveva come primo punto all’ordine del giorno l’annullamento di una delibera dell’aprile scorso, con cui il Comune di Lucca prorogava per tre anni l’efficacia del regolamento urbanistico scaduto quest’anno per il decorso dei cinque anni. Ma un chiarimento interpretativo sopraggiunto nel frattempo ha messo in allarme gli uffici: «La proroga triennale – si dice da Firenze – è riferibile esclusivamente ai Piani operativi scaturiti dalla legge regionale n. 65 del 2014 e non ai precedenti Regolamenti urbanistici formatisi sotto la vigenza normativa, quella del 2005». Una questione formale: in pratica lo strumento è lo stesso, ma cambia la definizione. Piano operativo e non più Regolamento urbanistico. Per autotutelarsi e non rischiare uno stop ai procedimenti attuativi dei privati collegati alla proroga il Comune ha deciso di annullare la delibera dell’aprile scorso.
Ma quali sono i progetti per i quali era stata pensata? Uno riguarda un immobile di proprietà dell’azienda agricola la Cascianella, sito a Massa Pisana. Il piano attuativo prevedeva un intervento di sostituzione di alcuni manufatti produttivi nella zona sita vicino all’hotel Principessa. Ma l’intervento più importante è quello che riguarda l’ex ospedale di Carignano, abbandonato da anni. Il piano attuativo è stato presentato dall’avvocato Elena Beconi, che cura gli interessi dell’imprenditore russo Dmitry Bosov, proprietario dell’area. Il progetto di ripristino si concentra sulla cinquecentesca villa Guidiccioni: una struttura signorile, dai soffitti affrescati, al centro di oltre ventimila metri quadri di giardino. Un gioiello al quale, a partire dagli anni Trenta, erano stati “incollati” altri volumi, certo di minor pregio, utilizzati per dare sfogo ai reparti ospedalieri. L’intervento prevede una diminuzione dei volumi, visto che le due ali posticce verrebbero demolite e la villa recuperata in tutto il suo splendore.
Ora, però, i tempi rischiano di allungarsi: il nuovo iter burocratico prevede che i piani attuativi siano esaminati ed eventualmente adottati e approvati dal consiglio comunale attraverso una variante al regolamento urbanistico. In realtà questa ipotesi era nell’aria e gli uffici erano preparati. Pertanto i ritardi dovrebbero essere contenuti.
Gianni Parrini
La commissione urbanistica riunitasi mercoledì aveva come primo punto all’ordine del giorno l’annullamento di una delibera dell’aprile scorso, con cui il Comune di Lucca prorogava per tre anni l’efficacia del regolamento urbanistico scaduto quest’anno per il decorso dei cinque anni. Ma un chiarimento interpretativo sopraggiunto nel frattempo ha messo in allarme gli uffici: «La proroga triennale – si dice da Firenze – è riferibile esclusivamente ai Piani operativi scaturiti dalla legge regionale n. 65 del 2014 e non ai precedenti Regolamenti urbanistici formatisi sotto la vigenza normativa, quella del 2005». Una questione formale: in pratica lo strumento è lo stesso, ma cambia la definizione. Piano operativo e non più Regolamento urbanistico. Per autotutelarsi e non rischiare uno stop ai procedimenti attuativi dei privati collegati alla proroga il Comune ha deciso di annullare la delibera dell’aprile scorso.
Ma quali sono i progetti per i quali era stata pensata? Uno riguarda un immobile di proprietà dell’azienda agricola la Cascianella, sito a Massa Pisana. Il piano attuativo prevedeva un intervento di sostituzione di alcuni manufatti produttivi nella zona sita vicino all’hotel Principessa. Ma l’intervento più importante è quello che riguarda l’ex ospedale di Carignano, abbandonato da anni. Il piano attuativo è stato presentato dall’avvocato Elena Beconi, che cura gli interessi dell’imprenditore russo Dmitry Bosov, proprietario dell’area. Il progetto di ripristino si concentra sulla cinquecentesca villa Guidiccioni: una struttura signorile, dai soffitti affrescati, al centro di oltre ventimila metri quadri di giardino. Un gioiello al quale, a partire dagli anni Trenta, erano stati “incollati” altri volumi, certo di minor pregio, utilizzati per dare sfogo ai reparti ospedalieri. L’intervento prevede una diminuzione dei volumi, visto che le due ali posticce verrebbero demolite e la villa recuperata in tutto il suo splendore.
Ora, però, i tempi rischiano di allungarsi: il nuovo iter burocratico prevede che i piani attuativi siano esaminati ed eventualmente adottati e approvati dal consiglio comunale attraverso una variante al regolamento urbanistico. In realtà questa ipotesi era nell’aria e gli uffici erano preparati. Pertanto i ritardi dovrebbero essere contenuti.
Gianni Parrini
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