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In crisi il “Crai” Il minimarket chiede il concordato

In crisi il “Crai” Il minimarket chiede il concordato

Il negozio si era spostato in via del Moro dal Carmine Pesa la proliferazione di questi esercizi negli ultimi due anni

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LUCCA. Negli ultimi due anni i minimarket sono stati la novità del commercio alimentare in centro storico: da uno sono diventati in pochi mesi ben cinque. Ma la “torta” da spartirsi - cioè la clientela - non sembra essere sufficiente pèer tutti. E così si registra ora la crisi del Crai di via del Moro, che ha depositato una richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Lucca.

Un passaggio tecnico, ma che ha anche un significato simbolico. Perché il Crai è stato il primi minimarket arrivato in centro - anche se allora non si chiamava così e aveva un’altra sede. Per anni, infatti, gli scaffali erano allestiti nei locali di piazza del Carmine. La società che attualmente gestisce il punto vendita, la Trebest, prese in affitto l’azienda a inizio del 2012 dalla Giacomo Konz, storico gruppo di Arezzo che gestiva punti vendita in diverse città del Centro Italia. Nel 2013 il contratto venne sciolto (la Giacomo Konz sarebbe fallita l’anno successivo) e l’attività sarebbe passatta, con un altro contratto di affitto, sotto il “cappello” di Despar. Nel 2015 un’ulteriore affiliazione, stavolta sotto il marchio Crai.

Una serie di passaggi che - si legge nella relazione che accompagna la richiesta di concordato - hanno influito negativamente sulla gestione, anche a causa di contratti sempre più sfavorevoli. Per questo il 2013 si chiuse con un passivo di 77.000 euro (e con debiti rispetto alle varie “capogruppo” susseguitesi negli anni), mentre nel 2014 e 2015 il bilancio tornò in positivo, anche grazie ai sacrifici dei soci e al taglio del costo del personale.

La “tegola” arriva a inizio 2016, quando a seguito della liquidazione della Giacomo Kloz l’attività di piazza del Carmine viene rilevata all’asta giudiziaria dalla Conad.

Nell’arco di nemmeno tre mesi la cooperativa sostituisce il vecchio minimarket che deve trovarsi un’altra collocazione. E la trova in parte del vecchio negozio di articoli da regalo “L’incontro”, in particolare nei locali che si affacciano in via del Moro, con un canone di affitto che parte da 30.000 euro nel 2016 per salire gli anni successivi e con tutta una serie di spese vive per l’allestimento del nuovo punto vendita.

Ma questa non è l’unica causa della crisi di Crai. La stessa relazione ne individua almeno altre tre. La prima è la perdita di avviamento, cioè della clientela formatasi negli anni che ha trovato negli stessi locali un altro supermarket, «ben radicato nel territorio e che lavora a prezzi altamente concorrenziali». La seconda è il blocco delle forniture da parte di Crai. La terza è il calo di fatturato, sceso di oltre due terzi dal 2015 al 2017. E questo ultimo punto si lega direttamente al proliferare di minimarket in centro: oltre a Crai e Conad in piazza del Carmine, l’altro Conad in via Vittorio Emanuele, il Carrefour in corte Portici e la Pam in via San Paolino. Tutto questo ha direttamente causato una «diminuizione degli acquisti». Per questo la società ha chiesto un concordato: ora dovrà essere presentato un piano dettagliato e a quel punto la decisione spetterà ai giudici. Che dovranno stabilire se dare l’ok al concordato o traghettare la società verso il fallimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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