Sicurezza
Come riconoscere (ed evitare) il fascismo
Il 23 novembre al Giglio lo spettacolo con Marco Brinzi su un ex picchiatore nero che si “convertì” alla democrazia
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LUCCA. Se il fascismo tornasse come potremmo riconoscerlo? Qual è il modo migliore e più efficace per spiegare ai sedicenni di oggi che la storia spesso si ripete e non fa sconti, noncurante delle dolorose tracce che ha lasciato sulla strada? Non è semplice trovare la risposta giusta a interrogativi tanto drammatici che fanno rabbrividire chi oggi ha i capelli bianchi e ha vissuto il dramma di uno dei periodi, più “neri” in tutti i sensi, della storia del Novecento.
Ci ha provato il Comune di Lucca che, con il supporto della Provincia, dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, l’Anpi sezione di Lucca, il teatro del Giglio e l’associazione Città delle Donne, ha voluto promuovere una giornata di riflessione sul tema del neofascismo, utilizzando lo strumento forse più efficace di divulgazione che altro non è che una rappresentazione teatrale.
Protagonista principale l’attore lucchese Marco Brinzi, reduce dal red carpet al festival del Cinema di Roma con il film “Una questione privata” dei fratelli Taviani, che giovedì 23 novembre porterà sulla scena “Autobiografia di un picchiatore fascista” un drammatico e appassionante racconto-monologo tratto dal libro di Giulio Salierno, attivista di estrema destra nell’era fascista che scontò un lungo periodo in carcere per omicidio, durante il quale si convertì alla democrazia, dopo un lungo percorso interiore che lo portò a fare i conti con la propria coscienza e rinnegare il passato. L’appuntamento è per le 21 nella sala del coro del teatro del Giglio (ingresso libero) che però potrà ospitare circa un centinaio di persone.
«Se il pubblico sarà numeroso, spiega il direttore artistico Aldo Tarabella, decideremo sul momento di fare una replica subito dopo (lo spettacolo dura circa 35 minuti) oppure di aprire tutto il teatro». È lo stesso Brinzi a illustrare il progetto teatrale che per volontà dell’artista, andrà in scena nella sua Lucca in prima nazionale assoluta. «Dobbiamo batterci con tutte le forze e opporci ad ogni espressione di stampo fascista, dice, anche quando si presenta in forma apparentemente democratica e lottare per la salvaguardia dei valori umani che sono alla base della nostra Costituzione che, aggiunge, però negli ultimi tempi è stata spesso aggredita da chi vorrebbe cancellare quello che i padri costituenti hanno scritto per consentire all’Italia e agli italiani di vivere in pace, dimenticando le atrocità dei conflitti. A dare man forte al progetto teatrale i ripetuti casi di violenza di matrice neofascista che hanno riempito le pagine di cronaca degli ultimi mesi, come il recente episodio di Ostia, culminato nell’aggressione a un giornalista che cercava di investigare i legami tra Casa Pound e la malavita organizzata. «Il ritorno alla violenza pubblica, agli imperativi categorici e al dileggio dell’avversario sono, a mio avviso, pericolosi segnali di un ritorno al fascismo che cerco di raccontare attraverso il linguaggio della recitazione» prosegue Brinzi, da sempre impegnato nella difesa dei diritti costituzionali. «Un’iniziativa coraggiosa che ci riempie d’orgoglio e ci consente di riflettere su quel passato che potrebbe tornare con ciò che ne consegue» dichiarano il sindaco Tambellini e l’assessore Ilaria Vietina, i quali ribadiscono il valore artistico simbolico dello spettacolo. La serata sarà preceduta, alle 17.30, da una conferenza sul tema del Premio Campiello Michela Murgia, scrittrice e conduttrice televisiva, nonché militante dei diritti civili e attivamente antifascista che si svolgerà al teatro San Girolamo.
Rossella Lucchesi
Ci ha provato il Comune di Lucca che, con il supporto della Provincia, dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, l’Anpi sezione di Lucca, il teatro del Giglio e l’associazione Città delle Donne, ha voluto promuovere una giornata di riflessione sul tema del neofascismo, utilizzando lo strumento forse più efficace di divulgazione che altro non è che una rappresentazione teatrale.
Protagonista principale l’attore lucchese Marco Brinzi, reduce dal red carpet al festival del Cinema di Roma con il film “Una questione privata” dei fratelli Taviani, che giovedì 23 novembre porterà sulla scena “Autobiografia di un picchiatore fascista” un drammatico e appassionante racconto-monologo tratto dal libro di Giulio Salierno, attivista di estrema destra nell’era fascista che scontò un lungo periodo in carcere per omicidio, durante il quale si convertì alla democrazia, dopo un lungo percorso interiore che lo portò a fare i conti con la propria coscienza e rinnegare il passato. L’appuntamento è per le 21 nella sala del coro del teatro del Giglio (ingresso libero) che però potrà ospitare circa un centinaio di persone.
«Se il pubblico sarà numeroso, spiega il direttore artistico Aldo Tarabella, decideremo sul momento di fare una replica subito dopo (lo spettacolo dura circa 35 minuti) oppure di aprire tutto il teatro». È lo stesso Brinzi a illustrare il progetto teatrale che per volontà dell’artista, andrà in scena nella sua Lucca in prima nazionale assoluta. «Dobbiamo batterci con tutte le forze e opporci ad ogni espressione di stampo fascista, dice, anche quando si presenta in forma apparentemente democratica e lottare per la salvaguardia dei valori umani che sono alla base della nostra Costituzione che, aggiunge, però negli ultimi tempi è stata spesso aggredita da chi vorrebbe cancellare quello che i padri costituenti hanno scritto per consentire all’Italia e agli italiani di vivere in pace, dimenticando le atrocità dei conflitti. A dare man forte al progetto teatrale i ripetuti casi di violenza di matrice neofascista che hanno riempito le pagine di cronaca degli ultimi mesi, come il recente episodio di Ostia, culminato nell’aggressione a un giornalista che cercava di investigare i legami tra Casa Pound e la malavita organizzata. «Il ritorno alla violenza pubblica, agli imperativi categorici e al dileggio dell’avversario sono, a mio avviso, pericolosi segnali di un ritorno al fascismo che cerco di raccontare attraverso il linguaggio della recitazione» prosegue Brinzi, da sempre impegnato nella difesa dei diritti costituzionali. «Un’iniziativa coraggiosa che ci riempie d’orgoglio e ci consente di riflettere su quel passato che potrebbe tornare con ciò che ne consegue» dichiarano il sindaco Tambellini e l’assessore Ilaria Vietina, i quali ribadiscono il valore artistico simbolico dello spettacolo. La serata sarà preceduta, alle 17.30, da una conferenza sul tema del Premio Campiello Michela Murgia, scrittrice e conduttrice televisiva, nonché militante dei diritti civili e attivamente antifascista che si svolgerà al teatro San Girolamo.
Rossella Lucchesi
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