Italia
«Ai commercianti dico di segnalare, alle autorità di tutelarci»
di Barbara Antoni
L’appello di Federico Lanza, presidente di Federmoda «I furti nei nostri negozi sono all’ordine del giorno»
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LUCCA. Un invito alla mobilitazione, a «rimboccarci tutti quanti le maniche - per dirla con le sue parole - per arginare anche solo in parte il fenomeno della microcriminalità, dei furti e comunicare la percezione di una città più sicura»: arriva da Federico Lanza, presidente provinciale Federmoda (Confcommercio), commerciante molto noto in città, non solo per i suoi negozi ma anche per il suo impegno. E scatta dopo il racconto al Tirreno di una altro noto commerciante: Gianni Rebecchi, proprietario della boutique Vela nel palazzo che si affaccia sulla Loggia dei Mercanti, a dieci metri da via Fillungo, esasperato per i furti ripetuti nel suo negozio: tre solo nelle ultime tre settimane. Più di una volta i ladri sono stati acciuffati direttamente dal personale del negozio: l’ultima era un ragazzo, che aveva rubato un paio di scarpe e due capi di vestiario su commissione. Chi gli aveva chiesto di portargli quelle cose gli aveva offerto 250 euro.
«Purtroppo nei negozi di abbigliamento i furti sono all’ordine del giorno - spiega Lanza -. Non solo furti di abiti ma anche di portafogli e borse delle nostre clienti. È accaduto pochi giorni fa nel mio negozio: una turista americana aveva appoggiato la borsa su un divanetto per guardare un capo a due metri di distanza. Dalla borsa le hanno rubato il portafogli, che conteneva soldi, carte, passaporto e biglietto aereo».
Per difendersi dai ladri, Lanza racconta di avere installato la videosorveglianza nei negozi. «Le telecamere a volte ci aiutano, altre no. Ad esempio nel nostro outlet vicino all’Anfiteatro grazie alle telecamere siamo riusciti a individuare due o tre persone che vengono per rubare e quando entrano possiamo riconoscerle e tenerle d’occhio. Soprattutto le telecamere servono per tutelarci: se dovessimo fare denuncia ogni volta che subiamo un furto non ci basterebbe il tempo. Lo dico per esperienza personale. Tempo fa fu acciuffato un uomo che aveva tentato di rapinare una coppia di turisti appena fuori dall’Anfiteatro. Con sé aveva un giaccone, che aveva rubato pochi minuti prima nel mio outlet lì vicino. Feci denuncia per il furto. Partecipai a due udienze del processo. Ma per cosa? Una condanna per furto si riduce a una condizionale, il ladro torna libero. E tu che sei stato derubato non sei stato risarcito e hai perso tempo. Alla fine subentra la rassegnazione».
Lanza trova oltremodo preoccupante il particolare raccontato da Rebecchi in merito al furto su commissione. «È brutto dirlo - sottolinea il presidente di Federmoda - ma tra i ragazzi giovani dobbiamo constatare un livello di degrado impressionante e impensabile. Che un giovane abbia accettato 250 per fare un furto è preoccupante: rischia di essere solo un punto di partenza e non sai dove arrivi, non sai fin dove un ragazzo può essere capace a spingersi solo per soldi. E qui si torna alla percezione che la sicurezza in città non c’è». Un segnale di mancanza di sicurezza il commerciante lo legge anche nell’insistenza di quanti chiedono tutti i giorni l’elemosina. «Mi è capitato - racconta Lanza - di persone che entrano in negozio e chiedono di poter uscire da una porta secondaria perché sono seguite da chi chiede l’elemosina. Eppure in altre realtà queste situazioni sono state sistemate».
Sul bisogno di sicurezza, in realtà, racconta Lanza, Confcommercio si era mossa «per organizzare nelle ore diurne un servizio di vigilanza coordinato per tutti i negozi. Chiedemmo un preventivo, lo illustrammo ai commercianti. Vennero in tanti alla riunione ma poi non se ne è fatto nulla. C’è anche da dire che i commercianti pagano le tasse e la sicurezza dovrebbe essere un servizio. Sappiamo che le forze dell’ordine sono molto impegnate, che hanno grandi territori da coprire, ma una loro presenza più assidua in centro sarebbe importantissima. D’ora in poi, con l’inverno, alle 19,30, quando i negozi chiudono, il centro storico diventa un deserto e noi siamo in balia di disperati pronti a tutto, più pericolosi per la nostra incolumità delle bande di ladri professionisti che agiscono di notte. Per questo invito tutti i miei colleghi a non abbassare la guardia, a segnalare situazioni anomale. E invito le forze dell’ordine a essere più presenti. Si è alzato il limite di tolleranza verso i reati non eclatanti, ma non è giusto così».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Purtroppo nei negozi di abbigliamento i furti sono all’ordine del giorno - spiega Lanza -. Non solo furti di abiti ma anche di portafogli e borse delle nostre clienti. È accaduto pochi giorni fa nel mio negozio: una turista americana aveva appoggiato la borsa su un divanetto per guardare un capo a due metri di distanza. Dalla borsa le hanno rubato il portafogli, che conteneva soldi, carte, passaporto e biglietto aereo».
Per difendersi dai ladri, Lanza racconta di avere installato la videosorveglianza nei negozi. «Le telecamere a volte ci aiutano, altre no. Ad esempio nel nostro outlet vicino all’Anfiteatro grazie alle telecamere siamo riusciti a individuare due o tre persone che vengono per rubare e quando entrano possiamo riconoscerle e tenerle d’occhio. Soprattutto le telecamere servono per tutelarci: se dovessimo fare denuncia ogni volta che subiamo un furto non ci basterebbe il tempo. Lo dico per esperienza personale. Tempo fa fu acciuffato un uomo che aveva tentato di rapinare una coppia di turisti appena fuori dall’Anfiteatro. Con sé aveva un giaccone, che aveva rubato pochi minuti prima nel mio outlet lì vicino. Feci denuncia per il furto. Partecipai a due udienze del processo. Ma per cosa? Una condanna per furto si riduce a una condizionale, il ladro torna libero. E tu che sei stato derubato non sei stato risarcito e hai perso tempo. Alla fine subentra la rassegnazione».
Lanza trova oltremodo preoccupante il particolare raccontato da Rebecchi in merito al furto su commissione. «È brutto dirlo - sottolinea il presidente di Federmoda - ma tra i ragazzi giovani dobbiamo constatare un livello di degrado impressionante e impensabile. Che un giovane abbia accettato 250 per fare un furto è preoccupante: rischia di essere solo un punto di partenza e non sai dove arrivi, non sai fin dove un ragazzo può essere capace a spingersi solo per soldi. E qui si torna alla percezione che la sicurezza in città non c’è». Un segnale di mancanza di sicurezza il commerciante lo legge anche nell’insistenza di quanti chiedono tutti i giorni l’elemosina. «Mi è capitato - racconta Lanza - di persone che entrano in negozio e chiedono di poter uscire da una porta secondaria perché sono seguite da chi chiede l’elemosina. Eppure in altre realtà queste situazioni sono state sistemate».
Sul bisogno di sicurezza, in realtà, racconta Lanza, Confcommercio si era mossa «per organizzare nelle ore diurne un servizio di vigilanza coordinato per tutti i negozi. Chiedemmo un preventivo, lo illustrammo ai commercianti. Vennero in tanti alla riunione ma poi non se ne è fatto nulla. C’è anche da dire che i commercianti pagano le tasse e la sicurezza dovrebbe essere un servizio. Sappiamo che le forze dell’ordine sono molto impegnate, che hanno grandi territori da coprire, ma una loro presenza più assidua in centro sarebbe importantissima. D’ora in poi, con l’inverno, alle 19,30, quando i negozi chiudono, il centro storico diventa un deserto e noi siamo in balia di disperati pronti a tutto, più pericolosi per la nostra incolumità delle bande di ladri professionisti che agiscono di notte. Per questo invito tutti i miei colleghi a non abbassare la guardia, a segnalare situazioni anomale. E invito le forze dell’ordine a essere più presenti. Si è alzato il limite di tolleranza verso i reati non eclatanti, ma non è giusto così».
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