Il Tirreno

Lucca

Bimba di 14 mesi intossicata con gli psicofarmaci: assolti i genitori

di Luca Tronchetti
Bimba di 14 mesi intossicata con gli psicofarmaci: assolti i genitori

Lucca: il reato era stato derubricato a lesione colposa e per procedere serviva la querela di parte. Le medicine contenuti nel "Midazolam"

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LUCCA. Il giudice di pace Massimo Mereu ha pronunciato sentenza di non doversi procedere per difetto di querela nei confronti dei genitori della bimba di 14 mesi residente nella Piana ricoverata tra febbraio e marzo 2016 all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per un’intossicazione acuta di cocaina e benzodiazepine.

La posizione della coppia era stata archiviata da tempo dal gip Giuseppe Pezzuti - su richiesta dello stesso pubblico ministero - in quanto emerse dalle indagini della Mobile che gli psicofarmaci trovati in abbondante quantità nelle urine della piccina erano contenuti nel farmaco (Midazolam) di esclusiva dotazione ospedaliera. Possibile quindi che il medicinale sia stato somministrato per consentire la Tac all’ospedale Meyer e dopo l’uso non sia stato registrato sull’apposito foglio per dimenticanza.

In sostanza non emersero elementi per ipotizzare che la coppia indagata avesse volontariamente somministrato la sostanza alla piccina che a Lucca era stata curata per un’otite e un paio di giorni prima sottoposta ad un vaccino polivalente. Caduto il dolo quindi il reato venne derubricato in lesioni personali colpose consistite in un’intossicazione prolungata da cocaina legata all’omissione di cautele necessarie ad evitare contaminazioni accidentali dello stupefacente assunte dagli ormai ex coniugi che dopo il fatto vivono separati.

Ma il reato di lesioni colpose è a querela di parte ed era necessario - non potendolo fare una bimba di 14 mesi - che qualcuno presentasse un esposto-denuncia. Avrebbe dovuto farlo il curatore speciale nominato dal pm. Ma la querela risulta con firma non autenticata e il delegato alla presentazione non era stato nominato difensore. Così gli avvocati Giampiero Bisordi (che aveva anche sollevato l’eccezione legata al principio «ne bis in idem» cioè che non si può giudicare due volte per lo stesso reato dopo l’archiviazione del gip del tribunale penale) e Sergio Conti di Lucca hanno avute accolte tutte le loro istanze.

Un caso simile era accaduto a Verona e riguardava l’uso di farmaci sedativi a disposizione esclusivamente degli ospedali che un’infermiera - sottoposta ad un provvedimento disciplinare dalla Asl veneta - aveva somministrato a un neonato.
 

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