Il Tirreno

Lucca

Una casa ridotta in cenere a Saltocchio

di Andrea Giorgi
Una casa ridotta in cenere a Saltocchio

L’incendio in un’abitazione di via del Casone: si valuta l’ipotesi del cortocircuito elettrico. I residenti erano fuori

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LUCCA. La corte trasformata in una pozzanghera nera, nell’aria ancora l’odore acre del fumo e dei carboni bagnati e, nel mezzo, la disperazione di una famiglia che ha perso quasi tutto.

È pesante l’atmosfera in via del Casone a Saltocchio dove verso l’una di ieri un incendio ha completamente distrutto gli interni di una abitazione prima che i vigili del fuoco riuscissero ad avere ragione delle fiamme.

L’incendio, originatosi mentre i residenti (madre e figlia) erano fuori casa per delle commesse, pare essersi sviluppato a partire dal pian terreno ed essersi rapidamente propagato al resto dell’abitazione, giungendo al suo culmine a invadere anche le stanze da letto al piano superiore dell’edificio. Troppo tardi, purtroppo, le inquiline sono rientrate a casa: appena aperta la porta sono state accolte dall’inconfondibile odore di legno e plastica bruciata, mentre all’interno il crepitio delle fiamme lasciava pochi dubbi su ciò che stava succedendo.

Tardivo a quel punto l’intervento delle due squadre dei vigili del fuoco di Lucca, il cui obbiettivo principale è stato contenere i danni e impedire che le fiamme si propagassero alle abitazioni adiacenti. «Non ci eravamo accorti di nulla finché non abbiamo sentito delle urla in corte – racconta Daniele Cortopassi, uno dei vicini – a quel punto siamo usciti e abbiamo visto del fumo nero uscire dalle finestre. All’inizio sembrava una cosa ancora contenibile, ma dopo pochi minuti assieme al fumo hanno fatto capolino anche lunghe lingue di fuoco, e abbiamo capito che l’interno era completamente in fiamme».

Ancora da accertare le cause del falò: l’ipotesi più accreditata è che tutto sia partito dal cortocircuito di un qualche vecchio elettrodomestico. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Ponte a Moriano. Mentre i pompieri, sfiniti e anneriti dalla fuliggine, si godono il dovuto riposo dopo aver ancora una volta lottato contro le fiamme, le due inquiline non possono abbandonarsi alla disperazione: aiutate da amici e parenti fanno la spola dentro e fuori da quella che è stata la loro abitazione, eseguendo la triste conta di ciò che è andato distrutto.

Nella corte si accumulano le carcasse nere e contorte di quelli che una volta erano mobili ed elettrodomestici, gigantesche al confronto del mucchietto di oggetti ancora recuperabili: qualche stoviglia, dei piatti, un po’ di vestiti dai quali difficilmente si potrà togliere completamente l’odore del fumo.

Cose che nessuno vorrebbe più utilizzare ma preziose per chi è costretto a ricominciare da zero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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